Archivio mensile:ottobre 2018

A spasso per…Roma: cisterne Eleniane (antiche e moderne) ed il Palazzo dell’Aeronautica

Domenica 14 Ottobre è stata la seconda delle giornate autunnali del FAI, e come ogni volta ho risposto “Presente!” all’appello. 5 diverse opzioni, due delle quali a Roma Termini (di una delle quali mi pentirò di aver saltato) e la possibilità di visitare il maestoso palazzo dell’Aeronautica. Ma la mattinata non era partita nel migliore dei modi ^^”

La sera prima, mentre ero fuori con gli amici a giocare a minigolf (un onorevole 2° posto su 6 ed un +16 sul taccuino… mentre G. che non aveva mai giocato in vita sua stravince con un +9) mi metto a controllare sul mio telefonino per vedere gli orari dei treni, e leggo che per Roma termini ce ne è uno alle 08:27. Il giorno dopo mi sveglio per tempo (anzi persino un pò prima per fare le cose con calma), mi preparo la borsa “da avventura” con un panino insalata e prosciutto, una bottiglia d’acqua da due litri, la mia power bank (mai uscire senza se fai foto con lo smartphone e magari quello stesso smatphone lo usi anche per orientarti per Roma ^^”) ed un pacchetto di fazzoletti.. e via verso la vicina stazione. Arrivo con circa 10 minuti di anticipo ma c’è un piccolissimo problema: l’orario della sera prima non coincide con nessuno treno, ed il prossimo treno per Roma ci sarebbe stato alle 09:59! Mi concedo qualche minuto per chiedermi se hanno eliminato il treno quella mattina o se io la sera prima avessi sognato (più probabile) e quindi chiamo a casa per sapere se eventualmente mio padre può accompagnarmi. Nessuno risponde, quindi per espiare con me stesso mi concedo un’impresa riparativa: riprendo a camminare, avviandomi stavolta alla stazione di Ciampino e riuscendo ad arrivarci alle 09:10 e quindi salendo sul treno per Roma delle 09:16. Insomma, sono arrivato alla meta mezz’ora dopo ma niente era perduto XD

Palazzo ACEA

La mia prima fermata è stata la sede attuale degli uffici Acea in via Eleniana, accanto a Porta Maggiore. La fila in sè non è stata lunga (poco più di un’oretta… lo so, sembra strano detta così ma fidatevi) ed è stata una visita divisa in due parti. La prima parte è stata all’interno dell’edificio stesso, che scopriamo dalla guida essere stato ideata dall’architetto Raffaele de Vico, uno dei più famosi a cavallo tra gli anni 20 e 30 ed esponente dell’ ambientismo, ovvero della corrente che tendeva a considerare ognuna struttura per essere armonizzata con l’ambiente ed il paesaggio che aveva intorno (cosa riscontrabile osservando la facciata). Dopo una brevissima spiegazione storica la guida si è concentrata più sulle 4 enormi cisterne presenti all’interno dell’edificio, capaci di contenere ognuna 500000 litri d’acqua, e sul sistema di pompaggio che permette all’acqua di essere usufruibile da tutti. Quindi siamo usciti dall’edificio, abbiamo attraversato la strada e si entrati in quello che rimane di una grande cisterna di età romana, testimonianza di un complesso termale ad uso pubblico (probabilmente) restaurato all’inizio del sec. IV d.C per volere della Imperatrice Elena, la madre di Costantino.

Quindi, mi è piaciuto? NO…n proprio, e forse la presenza di una unica foto a riguardo poteva essere un indizio. Nulla da dire alla nostra guida, gentilissima e simpatica come tutti i volontari del FAI fuori dal palazzo, ma all’interno dell’edificio non era possibile fare alcuna foto (ho anche dovuto insistere per fotografare il cartello esplicativo del FAI che avevano usato per fare il minimo accenno storico) e sinceramente la parte più storica mi ha fatto lo stesso effetto (ma in misura maggiore) della mia visita alla Domus Aurea: senza guida non è possibile trovare granchè di interessante. Adoro e sono avido di spiegazioni da gente preparata, ma anche l’occhio vuole la sua parte ^^” Ma questa visita aveva a che fare con il tema dell’acqua, filo conduttore di quasi tutte le visite autunnali FAI in tutte le città d’Italia, sul suo valore ed utilizzo corretto, quindi non mi lamento.

Palazzo dell’Aeronautica

La seconda tappa era quella che mi interessava di più, ma mi sono dimenticato completamente di una delle poche regole fondamentali quando ci sono diverse cose da visitare ed il tempo non è infinito: prima si fa la fila sulla cosa che si vuole assolutamente vedere, poi sulle altre. Ed infatti ho seriamente rischiato di non riuscire ad entrare nel palazzo dell’Aeronatica ^^” ma la mia pazienza è stata premiata: ho dovuto “solo” aspettare in fila circa 4 ore…. in parte per le centinaia di persone presenti in fila per vederlo (con una piccola considerazione a riguardo che scriverò dopo), in parte perchè essendo una struttura militare ci sono stati diversi controlli all’entrata, inizialmente controllandoci i documenti e alla fine passando sotto un metal detector.

Ministro dell’Aeronautica del Regno d’Italia e Governatore della Libia Italo Balbo, detto “pizzo di ferro”

La creazione di questo maestoso palazzo la si deve ad Italo Balbo, fedelissimo di Mussolini e ministro dell’aeronatica. Nell’idea del committente, doveva essere un esempio all’avanguardia per ogni futura costruzione, sia nella realizzazione che nelle future dotazioni. Il progetto fu affidato ad un allora sconosciuto ingegnere Roberto Marino, di soli 28 anni, che realizzò (sotto diretto e costante controllo di Balbo) una struttura massiccia, solida, che copre all’incirca uno spazio di 8000 mq, una delle prime in Italia completamente in cemento armato e materiali presenti su suolo italico.

La nostra guida dapprima ci ha accompagnato all’ingresso principale (ci hanno fatto entrare da uno laterale situato su via dell’Università) e quindi ci ha fatto passare sotto dei colonnati sui quali sono stato incise su marmo di travertino sulle facciate principali i nomi di tutti coloro che hanno perso la vita in attività di volo, dal 1907 fino ad oggi (se non ricordo male, gli ultimi nomi risalgono al 2014). Quindi prima di cominciare il giro vero e proprio ci hanno portato in un specie di sala conferenze dove del personale militare ci ha fatto vedere un filmato sul ruolo dell’Aeronatica ai giorni d’oggi. Poi è cominciata la visita vera e propria. Mentre salivamo lo Scalone dell’Onore mi ha incuriosito non poco lo stile massiccio eppure semplice della struttura, refrattaria a (quasi) qualunque decorazione. E la cosa è proseguita in un certo senso anche nelle sale Italia, Europa e delle cartine, sebbene stavolta sui muri erano presenti delle meravigliose e dettagliate pitture a tempera di cartine geografiche (che la guida ci ha assicurato che all’epoca erano di immediata utilità, visto che venivano usate in caso di dubbi su una locazione): tutta la mobilia rimanda ad uno stile che cerca l’essenzialità, non erano presenti tende a nessuna finestra e le stesse avevano delle vetrate con pochi colori e quasi senza disegni. Forse gli unici “vezzi”, se così possiamo chiamarli, erano nei piccoli dettagli tutti tipicamente legati volo, tipo le maniglie delle porte le cui forme richiamavano ali stilizzate. Ovviamente per l’occasione erano presenti diverse vetrine da esposizione, contenenti oggetti legati alla numismatica, piccole riproduzioni di aerei in vari anni e lettere e documenti di personaggi di spicco dell’epoca legati sempre all’ambito aeronautico. Abbiamo fatto una breve visita anche ad un zona meno “nobile” del Palazzo, quello legato all’ambito truppa/sottufficiali e personale civile, scoprendo l’unica eccezione al rigore del palazzo nella zona mensa, con la presenza di due affreschi murali del maestro Marcello Dudovich.

cartina di Italia, Europa ed Africa

Qualche piccolo aneddoto/curiosità:

  • I lavori del palazzo dell’Aeronautica iniziarono il 2 Agosto del 1929 e la struttura fu inaugurata ufficialmente il 28 Ottobre del 1931. Una struttura del genere completata in soli 26 mesi è sorprendente, anche se c’è da considerare che in alcuni periodi i lavori vennero compiuti con 3 turni giornalieri da 8 ore. E la data di fine lavori non è casuale: rappresenta il 9° anniversario della Marcia su Roma.
  • gli splendidi disegni delle cartine geografiche sui muri delle 3 sale citate non sono affreschi, bensì pitture a tempera: più veloci da disegnare (forse anche per terminare l’inaugurazione in tempo) ma facile anche al decadimento e quindi sono soggetti ad un continuo lavoro di restauro.
  • Alcune cartine rievocano due imprese compiute da Italo Balbo e dai suoi uomini, ovvero la crociera aerea transatlantica Italia-Brasile (da Orbetello a Rio de Janeiro in formazione) e la crociera aerea del Decennnale, con arrivo a Chicago.
  • la struttura era all’avanguardia per l’epoca, così come nelle intenzioni di Balbo doveva essere anche la giovane Aeronautica regia. Le grandi sale venivano da una esperienza del ministro in America, dove aveva constatato l’efficacia del modello “open space” (e permetteva allo stesso ministro un più facile controllo del personale), per lo spostamento tra i piani si utilizzava un ascensore “a paternoster” ed era in uso nella struttura persino un sistema di posta veloce idraulica e di distribuzione automatica di dentifricio.
  • Marcello Dudovich…chi? Non avevo la più pallida idea di chi fosse, e come me tutti del mio gruppo. La nostra guida ci ha spiegato che è stato un artista e pubblicitario, padre del “cartellonismo pubblicitario”. Quando sono andato a cercarlo su internet, mi sono reso conto che le sue opere in effetti le avevo già viste. Il suo stile è inconfondibile. Qui un esempio.
  • sull’ambito foto ammetto di aver sorriso, quando mi è stato detto che si potevano fare tutte le foto che si volevano ma solo ad uso personale e senza pubblicarle sui social, mentre all’ACEA sembrava di essere alla CIA ^^” per questo due delle 3 foto ce ho postato sono vedute all’esterno del palazzo e solo una dell’interno, facilmente sostituibile in caso se la prendano. Ma non definirei affatto il mio blog “social” XD

Mi è piaciuto? SI, nonostante come già detto tutto apparisse molto semplice, sintetico. Ma credo che seguire bene un determinato stile non sia una cosa sbagliata, e poi le cartine erano molto belle e tutto appariva “pulito”, oltre che maestoso. Consiglio decisamente una visita. Di solito è chiuso, ma non capitano di rado momenti in cui l’Aeronautica per celebrazioni particolari la apra al pubblico.

Lascio solo una ultima considerazione legata alla giornata, che non c’entra nulla con quanto visitato ma bensì con le persone che lo visitano. Era possibile vedere 5 cose a Roma, quindi consapevole che non mi sarebbe stato possibile vederle tutte (il “gratis” attira” un sacco) mi sono concentrato su 2. Quando sono arrivato alla fila dei non iscritti al FAI per visitare il palazzo dell’Aeronautica erano più o meno le 13 ed era non solo lunghissima, ma addirittura la stavano chiudendo perchè non potevano più garantire alle persone la visita. Io ero consapevole di ciò, ma ero preparato a dover aspettare diverse ore e soprattutto ho letto bene su internet le “istruzioni d’uso” del FAI, dove c’era scritto che le visite terminavano alle ore 18, che le persone sarebbero entrate fino alle 17 e che, in caso di necessità, i volontari FAI avrebbero potuto ridurre i tempi di entrata. Dico questo perchè mi è dispiaciuto vedere persone volenterose che prima si dispiacevano di dover dire all’inizio alle persone che la fila era chiusa, poi verso le 16 sono state travolte da una folla rancorosa che COMUNQUE voleva vedere il palazzo e non ascoltava alcuna spiegazione da parte degli addetti agli ingressi, tanto da riuscire a far riaprire la fila. A me è sembrato molto poco educato nei confronti dei volontari, perchè non solo sono stati chiari sulle tempistiche ma avevano anche le mani legate, visto che si dovevano anche mettere d’accordo con i militari presenti nella struttura. E sapete quale è la cosa buffa? Io ho fatto parte dell’ultimo gruppo che è riuscito ad entrare ^^” quindi da una parte tiro un sospiro di sollievo, dall’altra mi domando come avranno reagito gli altri in fila dietro di me…. che in fila non dovevano esserci affatto!

Alla prossima!