Archivio mensile:agosto 2018

A spasso per… il Lazio: Tivoli – Villa Adriana (il posto dove riposava il “viaggiatore”)

Devo ammettere che il fatto che stiano discutendo l’abolizione delle “prima domeniche del mese ai musei gratis” mi mette un pò in allarme e sicuramente non mi fa sentire contento, considerando che a causa dei miei scarsi fondi non posso permettermi molti posti a pagamento, e sicuramente non nella maniera da soddisfare il mio animo curioso e da vagabondo. Ci sono sicuramente per il Governo aspetti da considerare e scelte da fare, quindi la mia è solo una piccola lamentela personale per il momento ^^”

Grazie/ per colpa di questo terribile “spettro incombente” che aleggava su di me dicendo che almeno per l’estate le prime domeniche gratuite sarebbero rimaste mi sono sbrigato ad organizzarmi per andare a vedere l’ultima villa di Tivoli rimasta da scoprire, ovvero Villa Adriana. Come sempre ho cercato di coinvolgere più persone possibili, ma OVVIAMENTE non ho trovato nessuno. A parte persone che davvero vorrebbero ma non possono, ormai mi sta passando anche la voglia di chiedere ^^” una controllata al meteo il giorno prima (bel tempo fino a dopo pranzo, poi pioggia) e quindi domenica sono partito all’esplorazione.

Un plastico/ricostruzione dell’antica Villa Adriana

Voluta dall’imperatore Adriano, i lavori per la sua costruzione iniziarono nel 117 d.C. sulla base di un edificio preesistente appartenuto forse alla moglie Vibia Sabinia. La posizione d’altronde era ottimale: distante solo 28 km da Roma sui monti Tiburtini, era raggiungibile tramite la via Prenestina, la via TIburtina o navigando lungo il fiume Aniene, inoltre era un’area ricca d’acqua e ci passavano 4 degli acquedotti che servivano la stessa Roma. L’imperatore potè effettivamente godere della sua villa solo a partire dal 134 d.C., anno di fine dei lavori principali, e quindi solo per pochi anni visto che morì nel 138 d.C. a Baia, in provincia di Napoli. Dopo la morte di Adriano, la villa inizialmente venne utilizzata, quindi progressivamente abbandonata e alla fine si trasformò in una cava di materiali pregiati come marmo e decorazioni e quindi in un terreno agricolo. Venne riscoperta e visitata intorno al 1460 da papa Pio II Piccolimini, e ciò portò sia ad un nuovo interesse di carattere umanistico…. sia purtroppo predatorio: statue e marmi venne disseppelliti e trafugati, sparendo sia nei musei di mezza Europa o in collezioni private. Nel 1870 lo Stato Italiano comprò il terreno della villa dalla famiglia Braschi e cominciò un serio lavoro di scavo e restauro.

Teatro Marittimo

Nelle intenzioni dell’imperatore Adriano, la villa sarebbe dovuto essere una piccola città, autosufficiente per consentirgli di essere lontano da Roma ma sufficientemente vicina da intervenire in modo celere. Ed infatti è questo che si nota: una grandissima estensione, tanto che si cammina un pò prima di raggiungere il “vero” ingresso alla villa, ed una volta arrivato è possibile immediatamente scorgere la distesa verdeggiante del Pecile con la sua enorme vasca, e camminando sempre avanti, superando la zona degli alloggi della servitù e delle guardie, si raggiungono il Teatro Marittimo, le PIccole e le Grandi Terme ed infine la zona penso più famosa di questa villa, presente su mille cartoline, ovvero la zona della vasca del Canopo, con le sue statue di Marte, le Cariatidi e persino di un coccodrillo. Ovviamente non mi sono limitato a procedere dritto, ma mi sono avventurato su percorsi secondari, vedendo quindi anche la zona degli ospiti, la Piazza D’Oro, la sala dei Filosofi, gli Hospitalia… tutti ruderi che ancora conservano tutta la maestosità delle architetture della villa, che non a caso è un esempio del grande ingegno romano in ambito architettonico ed ingegneristico.

Veduta del Pretorio

Qualche curiosità/informazione:

  • L’imperatore Adriano ha guidato ed amministrato l’impero romano visitandolo il più possibile anche nelle zone più lontane, e questo risulta nella stessa villa: la zona del Pecile rappresenta il “portico dipinto” nell’agorà di Atene (città che lo stesso imperatore adorava); il zona del Canopo rappresenta invece il tempio di SErapide presso la città egiziana di Canopo; Rocca Bruna invece è una zona sopraelevata da dove si poteva avere una stupenda visuale dei dintorni della villa e soprattutto veniva utilizzata anche per osservazioni astronomiche, altra passione del proprietario; lo stesso Teatro Marittimo era una specie di eremo solitario, con ponti attivabili solo dall’interno e quindi usato dall’imperatore nel caso volesse rimanere da solo. Insomma, Adriano era un colto viaggiatore, appassionato di cultura, arte ed architettura e si costruì la villa Adriana proprio per assecondare ogni suo gusto e passione.
  • secondo le cronache, Adriano non fu mai innamorato di sua moglie, che sposò soprattutto per la sua carriera politica, ed ebbe invece una irresistibile passione per il giovane Antinoo, che portò con sè in molti suoi viaggi e morì per cause misteriose affogato nel Nilo a soli 19 anni. Dico “irresistibile” perchè la morte del giovane fu un durissimo colpo per l’imperatore: non solo gli dedicò innumerevoli statue e persino una città, ma arrivò addirittura a divinizzarlo. Nel corso dei secoli, il loro rapporto divenne una delle più famose rappresentazioni di coppie omosessuali presenti nell’intera storia LGBT, citato per esempio anche da Oscar Wilde.
  • alla morte di Adriano, il successore adottato ufficialmente poco prima di morire Antonino Pio terminò il suo monumento funebre. La struttura in questione è stata continuamente modificata nel tempo ed adesso forse la conoscete come Castel Sant’Angelo.
  • La meravigliosa Villa D’Este deve moltissimo alla villa Adriana… forse anche troppo, visto che Pirro Ligorio, che progettò la villa del cardinale Ippolito d’Este, fu il sovrintendente agli scavi di Villa Adriana nel 1549 e da quest’ultima presa moltissimi materiali per completare villa d’Este.
  • l’indirizzo di Villa Adriana è Largo Marguerite Yourcenar, 1. E’ presente un parcheggio a pagamento, valido per tutta la giornata, di 3 euro. Quindi se la raggiungete in macchina non avrete problemi per un parcheggio, anche se personalmente ne ho trovato uno gratuito in una delle vie poco prima di raggiungere la villa.
  • L’ingresso costa 5 euro e si entra dalle 8:30 alle 18:30, con ultima uscita alle 19:30. E’ possibile acquistare, con il biglietto, anche un’audioguida al prezzo di 5 euro e mi sento di potervi consigliare questo acquisto. Non che i cartelli in giro manchino e non siano esplicativi, ma secondo me fare la visita con “un esperto” permette di godere al meglio il tutto.
  • e’ un posto davvero a misura di visitatore: ci sono diverse zone alberate ed ombrose, tra olivi centenari e cipressi, diverse panchine dove potersi fermare e cestini dove poter buttare l’immondizia. Per non parlare delle fontanelle, presenti a distanze ragionevoli l’una dall’altra (credo ogni 100 – 150 metri) e che mi hanno personalmente permesso di non soccombere al caldo estivo. Ho avuto giusto qualcosa da ridire sulla vigilanza interna, visto che sono stato testimone di una scena classica di maleducazione (genitori che invitavano bambini ad arrampicarsi su delle piccole colonne) ma una volta che ho segnalato la faccenda all’ingresso mi è stato assicurato che la vigilanza è presente ed è composta da almeno 15 persone, ma la zona è così grande che ovviamente non possono sempre intervenire in tempo.
  • Ultimo ma non ultimo… la mia personale sorpresa giornaliera. Di solito me la prendo con i bambini che fanno casini, che sporcano, che rischiano di rovinare i monumenti, eppure stavolta mi sono dovuto ricredere: una bambina di circa 10 anni ha letteralmente trascinato via un genitore che stava oltrepassando una recinzione per fare chissà cosa quasi urlandogli “Non si fa!”. Bene, c’è speranza per il futuro XD

Consigliato: SI. Fa parte del patrimonio mondiale dell’Unesco (anche se è in “forse” a causa della gestione della stessa Tivoli), è un magnifico esempio dell’epoca romana e della sua grandezza ed è perfetta per una giornata libera ed artistica. Consiglio solo di visitarla in periodo primaverile/autunnale, perchè sebbene come detto è abbastanza ombrosa, dove gli alberi non possono essere presenti diventa un forno ^^”

Alla prossima!