Archivio mensile:aprile 2018

Ready Player One – Un regista che da piccolo amava i film ma non giocava ai videogiochi

Ore 21:15. Sono appena uscito con i miei amici dal cinema dove ho visto “Ready Player One” (film che aspettavo con trepidazione) e sul mio volto c’è un bel sorriso. E’ un film meraviglioso? Da un certo punto di vista, si. E’ un capolavoro? Assolutamente no ^^”

Cominciamo dalla trama. Siamo nel 2045 a Columbus. Il mondo a causa di sovrappopolazione ed inquinamento è allo sbando. La popolazione sfugge a questo degrado letteralmente “vivendo” all’interno di OASIS, un immenso mondo di realtà virtuale creato da James Halliday. Qui tutti possono fare quasi ogni cosa ed avere qualunque aspetto. Un posto dove si può fare tutto, tranne “mangiare, dormire ed andare in bagno” [cit.]. La storia parte dalla morte proprio di Halliday, che prima di morire annuncia che ha lasciato in OASIS un Easter Egg, raggiungibile solo trovando 3 prove e raccogliendo altrettante chiavi. Chi le trova tutte e mette le mani sull’Easter Egg, avrà il controllo di OASIS. E’ per questo che nascono i “Gunther”, cacciatori di Easter Egg, e tra di loro c’è anche Wade Watts/Parzival. Verrà affiancato da altre persone e tutte loro si troveranno a lottare contro la potente multinazionale IOI, guidata da un manager senza scrupoli ed a capo di un esercito di giocatori alle sue dipendenze per scovare il segreto prima di tutti.

Perchè vi ho detto che è un film meraviglioso (da un certo punti di vista) ma ben lontano dall’essere un capolavoro? Cominciamo dalle note positive: la messa in scena è stupefacente. Quando sei su OASIS, sei meravigliato da ogni cosa. Una realtà virtuale che tanto virtuale non sembra, tanto è alto il livello di dettaglio. Tanto che quando l’azione di sposta nel mondo reale, quest’ultimo è così “brutto” che quasi non vuoi altro che tornare su OASIS, ad assistere alle avventure di Parzifal e i suoi amici. Ad un certo punto l’ho paragonato ad “Avatar” per l’impegno profuso in campo visivo. E fiore all’occhiello, ovviamente, sono le innumerevoli citazioni, tratte da innemerevoli film e videogiochi che vanno dagli anni ’70-’80 fino ai giorni nostri. Ho personalmente passato un bel pò di tempo a cercare di vederli e capire a cosa si riferissero, ed avendo una discreta cultura nerd ne ho anche trovati un sacco (anche se penso che la formula per attivare lo scudo magico credo in ben pochi sappiano da dove viene XD). Facendo un paragone azzardato, questo film è una specie di Giudizio Universale: tante figure diverse a formare un’opera visivamente mastodontica e mirabolante.

Il problema fondamentale di questo film? Sa di essere un’opera di puro intrattenimento e non va oltre. La storia in sè è piuttosto semplice, ma a volte avrei sperato che su alcuni punti si soffermasse un pò di più (tipo sul mondo reale, il cui “dramma” viene liquidato all’inizio ma che durante la visione non dà mai l’impressione di essere davvero “allo sbando”, o sul funzionamento effettivo di determinate “camere di recupero crediti”) e che non avesse evidenti falle logiche (dov’è la polizia?).  Uno dei miei amici, all’uscita, mi ha detto che è un film che non ha nessun punto di “gravitas”, e visto che è lo stesso regista di “E.T.” (film per ragazzi ma con punti di grande serietà drammatica) è personalmente un punto a sfavore. E poi, l’utilizzo delle citazioni. Quelle che riguardavano i film erano fatte con più “cuore” e con criterio (Il luogo di svolgimento della seconda prova è un omaggio molto sentito ad un determinato film), mentre quelle videoludiche erano quasi solamente visive e basta (anche se almeno in un punto fanno anche vedere una determinata “mossa segreta” di un famosissimo picchiaduro). In realtà potevano avere una spiegazione: chi usa un determinato avatar lo fa per la bellezza dell’avatar in sè, non per quello che rappresenta (dopotutto, siamo nel 2045 e molti avatar rispecchiano personaggi videolodici di almeno 50 anni prima). Ma visto che il film lo vediamo noi nel 2018… magari un pò più di sforzo sarebbe stato gradito. Ma mi rendo conto che non era una materia conosciuta dal regista ^^”

Quindi, per concludere, è stato un film che non mi ha fatto assolutamente rimpiangere i soldi spesi, che mi ha anche divertito, che posso consigliare a tutti quelli che hanno un minimo di conoscenza nerd… ma che non mi fa venir voglia di rivederlo.

Alla prossima!