Archivio mensile:gennaio 2018

A spasso per… il Lazio: Civita di Bagnoregio (ovvero “la città che muore”)

Vivo in una regione piena di piccole meraviglie, e quindi cominciare l’anno con una bella scampagnata era la cosa che ci voleva. E per l’occasione sono riuscito a coinvolgere anche S., R. e G., desiderosi anch’essi di vedere il posto che avevo proposto per oggi. E la nostra meta è stata Civita di Bagnoregio, uno dei borghi più belli d’Italia e definita “la città che muore”. E quindi ieri, dopo una lunga traversata in macchina (che essendo guidata da me e non da “guida sportiva S.” e avendo scelto un percorso privo di pedaggi è durata poco più di due ore all’andata e circa due ore e mezza al ritorno), finalmente abbiamo potuto farci un’idea di un posto tanto rinomato.

Civita di Bagnoregio

La storia di Civita di Bagnoregio comincia nel periodo etrusco ed il suo territorio era controllato dai Volsinii (abitatori dell’odierna Orvieto). Centro commerciale di notevole importanza in virtù della comodità d’accesso alla strada che da Bolsena portava al Fiume Tevere, ebbe fin dall’inizio un problema legato alla sismicità dell’area e la sua instabilità dovuta ad un terreno friabile, ma opere di canalizzazione delle acque piovane e di controllo dei torrenti prima degli Etruschi ed in seguito dei Romani gli permisero di acquisire una certa ricchezza e potere. Nel Medioevo, Bagnoregio fu dominata da Goti, Ostrogoti, Bizantini, Longobardi e Franchi e si schierò in seguito dalla parte dei Guelfi. Ma piano piano la città perse il suo potere, ed il fatto di essere venuto meno il sistema di regolarizzazione delle acque di età romana e l’intenso sfruttamento del terreno agricolo circostante ed il conseguente disboscamento non potè che preannunciare la catastrofe che sarebbe avvenuta: nel 1695 un terribile terremoto provocò il franamento delle parti più esposte a valle dell’abitato di Bagnoregio e della sua unica via di collegamento che univa l’abitato a Rota (nome antico dell’attuale Bagnoregio). Il crollo di altre porzioni di cittadina nel 1764 fu il colpo di grazia.

Panorama di Civita di Bagnoregio all’interno della Valle dei Calanchi

Il primo notevole colpo d’occhio lo hai quando arrivi al punto panoramico nei pressi della Grotta di San Bonaventura: Civita si erge come una piccola isola in mezzo alla Valle dei Calanchi, collegata alla “terraferma” solo da quello che sembra essere un piccolo ponte. Infatti c’è ancora parecchio da camminare, circa un chilometro a piedi, prima di raggiungere il borgo. Ed una volta dentro ti rendi conto del fatto che una sorta di “città museo”: tutto si è fermato al medioevo, ogni piccola via o vicolo è una vista nel passato. Dall’ingresso attraverso la Porta Santa Maria, con i suoi due bassorilievi di un leone che tiene un uomo tra gli artigli, fino alla piazza San Donato con il suo ex Duomo omonimo, sembra di essere tornati indietro nel tempo di 400 anni. Non c’è moltissimo da vedere, è visitabile in relativamente poco tempo. Ma ieri è stata una bellissima giornata di Sole e solo con un leggero venticello ogni tanto, e devo dirvi che ho goduto ogni momento della visita.

Porta Santa Maria

Qualche piccola curiosità:

  1. deve il nome Bagnoregio dal “Balneum Regis”, ovvero “Bagno del Re”: secondo una antica leggenda medievale, fin dall’epoca romana Civita ospitava un’antica stazione termale molto frequentata dal re longobardo Desiderio per curare una grave malattia
  2. Civita è il diminutivo di “cittadella”, ovvero piccola fortezza posta nella parte più vantaggiosa della città
  3. mia nonna, quando le ho fatto vedere le foto, mi ha detto che l’aveva già vista. Dopo qualche ricerca, ho scoperto che è stata una location della sitcom brasiliana “Terra Nostra 2”, passione ed appuntamento giornaliero di mia nonna. Qualle stessa location è presente anche nel film “I due colonnelli” di Totò e nel film “Questione di karma” del 2017.
  4. l’ingresso a Civita di Bagnoregio costa 3 euro nei giorni feriali e 5 euro i giorni festivi, ed è collegata da un ponte di circa 1 km. Con il prezzo del biglietto è possibile visitare gratuitamente l’ex duomo ed il Museo Geologico e delle frane. Quest’ultimo l’ho trovato abbastanza interessante: ti spiega come in effetti Civita sorga davvero su un terreno molto friabile, che senza i dovuti aiuti umani presto o tardi potrebbe sparire del tutto.
  5. Arrivarci in macchina implica parcheggiare parecchio lontano, quindi dopo aver camminato a piedi per lunghi tratti e arrivati all’ora di pranzo magari si ha fame. Nessun problema! Civita di Bagnoregio è PIENA di posti dove mangiare, dai ristoranti ai bar, passando per le enoteche ed i negozietti che vendono prodotti tipici. Il che è anche la cosa che mi ha fatto leggermente storcere il naso, anche se capisco perchè questa presenza massiccia. Un consiglio: arrivati al borgo cercate subito un posto dove mangiare. Soprattutto nei giorni festivi, l’affluenza è massima e se perdete tempo potreste rischiare di aspettare anche mezz’ora per un tavolo. In compenso il cibo è ottimo. Io ed i miei amici abbiamo mangiato qui e ci siamo trovati bene.

Consigliato? SI. Posto perfetto per una gita fuori porta accompagnati magari dal bel tempo, spettacolo per gli occhi grazie al panorama e modo anche per riscoprire uno spicchio del nostro passato medievale.

Alla prossima!