Archivio mensile:settembre 2017

Il guscio del dolore

Il ritorno della mia cugina dal concorso per entrare nella Guardia di Finanza mi ha dato modo di ripensare ad una cosa importante, sicuramente banale ma di certo sottovalutata dai più.

L’esito del concorso purtroppo non è stato positivo per mia cugina, che tornata a casa si è fatta prendere da una crisi di nervi ed è diventata una maschera di lacrime. Più che comprensibile, anzi decisamente umano: un anno intero passato a studiare e prepararsi al massimo delle possibilità, e poi… il fallimento. Chiunque starebbe male, considerando il fatto che è il suo secondo tentativo e questa volta aveva molte più possibilità della volta precedente, che era stata affrontata un pò modello “vediamo come va”.

Cosa mi ha datto da riflettere? Non la reazione della protagonista, maschera di lacrime inconsolabile, bensi… tutte le altre persone presenti: padre e zii (mio padre e mia madre). Hanno cercato ovviamente di consolarla, ma quasi subito si sono concentrati sul “la vita va avanti, non ti fermare troppo, cerca di non adagiarti…” eccetera eccetera.

E l’errore non sta nell’avergli detto quello che ho appena scritto, bensi di aver insistito più e più volte. Come se fosse “necessaria e fondamentale” la seconda parte dell’equazione dolore/rinascita.

Il problema è che la seconda non esiste se non si svolge completamente la prima. E la prima… non si risolve subito. Ognuno ci impiega il tempo necessario. Mentre tutti cercavano di spingerla a non mollare, io percepivo nei suoi occhi stanchi e sfiduciati l’assoluta mancanza di comprensione. Percepivo il vuoto e nessuno stimolo ricevuto dalle parole. Forse è per questo che insistevano.

Io credo che il dolore, che può avvolgere chiunque come un guscio, sia assolutamente impenetrabile dall’esterno. Respinge cose, persone, suoni/voci e persino idee. Crea un vuoto dove la persona viene cullata in un mare di disperazione e di silenzio. Isola da tutto e tutti. E’ un male? Direi di si. Ma è un male “necessario”. Perchè quello stesso guscio dalle formidabili capacità difensive, se colpito dall’interno è incredibilmente fragile. Si rompe subito, lasciando il suo ospite frastornato e confuso. Ma è proprio in questo momento che il sostegno degli altri gioca un ruolo fondamentale.

Ma… vuol dire anche l’unico modo per andare avanti è cominciare a salvarsi da soli. Perchè se non si ritrova la volontà in noi stessi di rimettersi in piedi, nessuno lo potrà fare per noi. E’ così difficile da capire?

Alla prossima.

Le differenze tra uomini e donne: modi e tempi di vestirsi

Quello che sto per raccontarvi è paragonabile ad un’altra situazione di qualche anno fa, ovvero cerco di esprimere un concetto ma…

Matrimonio di mia cugina. Tra una portata e l’altra gli invitati escono dal ristorante e si ritrovano nel giardino con piscina a chiacchierare e/o a fare 2 passi per cercare di digerire (i matrimoni al Sud sono sempre molto “abbondanti” in ambito di cibarie ^^”). Mentre tutti erano in giardino per digerire il secondo “primo” io decido di rientrare un po’ prima nel ristorante, spinto da chissà quale motivo. Ed assisto alla seguente scena curiosa: le spalliere in pizzo del vestito della sposa si erano sganciate per chissà quale ragione, il problema è che per rimettergliele a posto ci sono voluti più di 5 minuti e l’aiuto di mamma, sorella e cugina che lavoravano contemporaneamente da 3 punti diversi. E lo sposo, osservando la scena, commenta divertito “Ecco uno dei vantaggi di essere uomo: per mettermi questo completo ci ho messo al massimo un minuto”.

Esco per raccontare il siparietto ai miei cugini. E lo faccio in questo modo.

Io: “Ragazzi, ho visto una cosa interessante lì dentro. La sposa per aggiustarsi il vestito ci ha messo un sacco di tempo e 3 persone. Sembrava gli stessero mettendo l’armatura. (I miei cugini ridacchiamo). Insomma, ecco una delle differenze tra uomini e donne: l’uomo si veste, la donna si monta”

E qui vedo che uno dei miei cugini scoppia a ridere, e per qualche istante mi stranisco. Insomma può essere un racconto da sorriso,non da risata di gusto. Poi capisco, e correggendomi al volo pochi istanti dopo dico: “…la donna SI COSTRUISCE! Quello intendevo, costruire!” e mio cugino riscoppia a ridere di nuovo.

Non pensavo di pensare che il dovere di una donna fosse solo… squisitamente erotico/ricreativo/sessuale. Va a finire che sono davvero una brutta persona XD

Alla prossima!