Un angolo di universo dove potermi “trovare”

Sarà un intervento malinconico e a tratti vagamente paranoico, quindi le mie scuse in anticipo ^^”

Ho più di 30 anni sulle spalle e se il destino mi assiste ne ho molti di più davanti a me. Curioso come sono, ho sempre cercato di capire il mondo che mi circondava usando i mezzi che avevo (ed ho) a disposizione, e naturalmente anche con i tempi che mi erano più congeniali (riscontrando la solita “assoluta mancanza di tempismo” che ho già citato tra i miei “punti deboli”). Qualcosa della vita l’ho capito. Certo non si tratta di molto, anzi a dirla tutta sospetto di essere ancora un quasi completo ignorante ^^” … ma almeno mi sono fatto delle idee solide, che cerco di non trasformare in immutabili. Su altre cose invece sono ancora in riflessione.

Per esempio: esiste un luogo nello spazio in cui possiamo essere genuinamente noi stessi? Un posto dove possiamo vivere liberamente con il nostro carattere ed il nostro spirito, senza la paura di dover nascondere parti di noi che potrebbero crearci danno?

Va bene, messa così è ambigua, ve lo concedo XD

Sono a casa, e vivo in un ambiente familiare molto strutturato in cui ognuno ha una suo compito. Cosa giustissima secondo me. Ma anche un ambiente che vive di equilibri a volte surreali. Devo continuamente stare attento all’umore delle persone che ci vivono: se mia madre è nervosa, devo evitare di fare osservazioni (molte volte ingenue) su cose che mi ha detto di fare o rischio di essere tacciato come “piantagrane” e con il rischio di trovarmi sommerso dalla terrificante memoria da elefante di mia madre (che ricorda distintamente ogni mio “peccato”… tralasciando ogni mio merito ^^”); se mio padre è nervoso, non posso permettermi il mio umorismo/sarcasmo perchè è una cosa che lo fa imbufalire a prescindere; se mio fratello è nervoso, mi limito ad annuire e a prestare attenzione a tutto quello che mi fa vedere, anche se molte volte sono cose che non mi interessano ma che permettono a lui di rilassarsi e a me di evitare noie in termini di fastidi continui ^^”. E questo, ci tengo a sottolineare, è solo il mio superficiale punto di vista.

Quando parli con persone che non conosci, cerchi sempre di essere il “meglio” di te. Perchè è verissimo (purtroppo) che la prima impressione conta parecchio. E’ la cosa che ti permette un successivo incontro, che sia di tipo amichevole che di tipo sentimentale.Eppure mi è sempre venuto da ridere a riguardo: escludendo i rapporti di tipo lavorativo, per quale motivo dovrei non essere “me” a 360° ma solo a 180° (e quindi escludendo “la parte oscura della Luna”)? Tanto prima o poi verrà fuori anche quel lato, e se quel lato potrebbe creare problemi non sarebbe meglio saperlo subito? Certo, si eviterebbero molte conoscenze… ma sarebbe davvero un male? Forse invece ci sarebbe un cambio di mentalità, una voglia di capire meglio le persone. Potrebbe essere una vera e propria rivoluzione… se avessimo il tempo giusto. O meglio, se RIUSCISSIMO A CAPIRE che abbiamo sempre il tempo.

Al che, seguendo i miei ragionamenti sul luogo dove trovarmi, ho pensato al mio periodo in Calabria: vivevo da solo, quindi non dovevo assolutamente stare alle convenzioni sociali classiche. E devo ammettere che d’estate, nei giorni di riposo dal lavoro, poter a volte girare per casa in mutande senza sentire qualcuno della mia famiglia che mi fa notare che “non si fa” (immaginate anche il dito inquisitore che si agita a destra e sinistra) è stato piuttosto soddisfacente XD. Ma mi è tornato in mente un ricordo stupido, ovvero: mi sentivo così solo a volte che parlavo spesso ad alta voce con me stesso. Quindi posso dedurre che la mancanza di contatti umani è comunque una specie di prigionia, quindi non era quello il “luogo” (anche se aveva alcune delle sue caratteristiche ideali).

Non so se il “luogo” esista, ma sicuramente esistono i momenti. Quando sei con gli amici e ti puoi permettere di mostrare anche i lati più stupidi, consapevole che loro potrebbero prenderti scherzosamente in giro e tu potresti riderci sopra senza problemi. E poi, loro sono un ottimo “check up” sulla tua libertà: se ad un certo punto ti rendi conto che non sei più spigliato come prima o che loro non lo sono con te… bisognerebbe allarmarsi. Naturalmente credo sempre nel chiarimento, ma mi rendo conto che a volte è incredibilmente difficile: una volta che si è “scoperti”, ognuno conosce le parti molli dell’altro. Credo che intervenga una sorta di primordiale istinto di sopravvivenza che però tende ad “uccidere”.

Per quanto mi riguarda, il mio blog è la cosa più vicina al luogo dove poter essere me. Ha due problemi: il primo è che è un luogo virtuale, etereo, quasi mentale per la sua consistenza, dove puoi conoscere le mie idee (e sono importantissime) ma non “me”; la seconda è che… quando scrivo ho in parte paura delle persone che leggeranno. Perchè di solito nel mio blog esce fuori la mia parte infantile, leggera, cervellotica, nevrotica. Insomma, la “parte molle”.Certo potrei scrivere cose più serie ma ammetto almeno qui di non esserne capace, perchè quelle stesse parti “pericolose” hanno bisogno di una casa, e quindi chi mi legge, secondo la legge della “prima impressione” parte piuttosto dubbiosa su di me. Potrei anche mettere il mio blog in “privato”, magari garantendo l’accesso a poche persone selezionate, ma ho rinunciato all’idea per il semplice fatto che per quanto io mi senta al sicuro solo nel mio guscio, il mio guscio non è il mondo e quindi ogni tanto devo sporgere la testa, guardarmi intorno a fare due passi. Con la speranza di riuscire ad avere il tempo di capire il mondo un pochino di più, e capire me stesso più a fondo.

Guardando mia nonna che abita con noi, a volte sospetto che sia l’anzianità il momento migliore per essere sè stessi: nessuno pretende più di cambiarti, e si viene tollerati anche nelle stranezze più incredibili. Ma non è triste pensare che sia solo la fine della vita il momento in cui genuinamente “vivere”?

Forse dovremmo tutti indossare delle maschere. Possiamo essere noi solo quando nessuno sa che siamo noi. Forse adesso capisco perchè mi piacciono ancora i fumetti sui supereroi. O forse mi lamento troppo, e non mi rendo conto che ognuno di noi ha bisogno di gabbie. O forse solo di buon senso. O forse….

… cavoli, quanto sono confuso.

Alla prossima.

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6 pensieri su “Un angolo di universo dove potermi “trovare”

  1. mimi

    Sì ci sono anche dei luoghi, dove ti troverai e ti sentirai immediatamente a tuo agio e in libertà a 360°… ma é più raro. Io direi che come già intuisci si tratta molto spesso solo di “momenti”, combinazioni di luoghi e persone oppure di serenità interiore, il che lo renderebbe possibile anche in solitudine. Gabbie e maschere e compromessi? Progettare l’evasione 😉

    Rispondi
    1. the Lost Wanderer Autore articolo

      Anche io evaderei di fronte all’eventualità di gabbie, maschere e compromessi… ma se fossero le uniche cose che ti permetterebbero in quel momento la cosa più simile alla libertà che cerchi? Aspetteresti consapevole che momenti migliori (e più soddisfacenti) potrebbero non arrivare mai?

      Naturalmente non auguro a nessuno una scelta come questa XD

      Rispondi
      1. mimi

        Guardando l’altro lato della medaglia più che libertà magari ti danno tranquillità e quieto vivere…nell’attesa, no meglio, nella ricerca 😉

  2. the Lost Wanderer Autore articolo

    Adesso come adesso, compro solo la serie regolare di Ratman (e per mia sfortuna, sta per finire ^^”). Anni fa, compravo i fumetti dell’Uomo Ragno (il mio supereroe preferito) ma in generale seguo in un modo o nell’altro molti dei personaggi Marvel e poco la DC (quasi solo Batman). HO visto praticamente tutti i film legati ai supereroi e ho amato la serie netflix su daredevil (più la prima che la seconda, ma mi sono piaciute entrambe)

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