Archivio mensile:settembre 2015

A spasso per Roma: sceso alla fermata Ottaviano, risalito alla fermata Spagna (e la strada da un punto all’altro)

Se dovessi dare una definizione alla giornata, userei il termine “svogliata”. Volevo fare una passeggiata a Roma oggi, ho chiesto a quelli che conoscevo se gli andava di accompagnarmi ricevendo picche (più o meno lecite). Ho quindi deciso ieri di andare da solo oggi, ma il mio risveglio mattutino non è stato dei migliori, la voglia era poca quindi ho deciso di “affidarmi alla corrente”.

Così come uno zombie solitario si unisce ad una Orda di altri zombie lasciandosi trasportare da quest’ultima, ho fatto lo stesso anche io: sono arrivato a Termini, sono salito sulla metro A direzione Battistini e poi… ho aspettato gli eventi. Quelli nella mia carrozza sono scesi tutti alla fermata Ottaviano, e così ho fatto anche io, continuando a seguire la fiumana di gente anche quando ha percoso l’omonima via fino a confluire verso un lontano raggruppamento di persone. Dove mi trovavo non era certo una cosa ignota, la mia sorpresa sarebbe stato trovare “quel” posto vuoto ^^”

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Piazza S. Pietro a 180°

Come è possibile spiegare piazza S. Pietro a chi non l’ha mai vista? (Soprattutto, esiste qualcuno che non l’ha mai vista? ^^”) È una piazza che appare immensamente grande, e quindi capace di contenere un numero infinito di persone. Essendo anche il centro della fede cattolico/ cristiana, è anche sempre popolato da un numero incredibilmente vario di persone, di ogni etnia, età, sesso. E non è necessario essere credenti per rimanere colpiti dalla magnificenza del posto, una specie di opera d’arte gigantesca. A differenza della Mecca, altro centro religioso, questo posto vive anche del lato squisitamente turistico. Non sto qui ad elencarvi le persone che si sono fatte selfie con ogni angolazione di sfondo possibile. La piazza stessa sembrava come una specie di ammassamento di pecore, visto che ogni volta che le persone ci capitano dentro cominciano a vagare come chiuse in un recinto. Anche piuttosto confusionaria… fino allo scoccare delle 12. In quel momento si affaccia il Papa, e dopo un iniziale scroscio di applausi cala un profondo silenzio. Mi sono ritrovato ad ascoltare l’Angelus in mezzo alla folla, registrandolo persino con il cellulare per poi mandarlo a mia madre (molto più credente di me). Di questo posto ci sarebbe parecchio di parlare, ma il mio è stato solo un breve passaggio e comunque è un posto che merita almeno una volta una visione personale.

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Castel S.Angelo

Poi, subito dopo i saluti ai presenti da parte del Papa e la sua richiesta a pregare anche per lui, la folla si è rapidamente allontanata dalla piazza e quindi l’ho seguita. Il posto attrattivo più vicino era ovviamente Castel S. Angelo, ma ho deciso di circumnavigarlo, facendo una breve passeggiata all’interno dei suoi giardini. Un posto molto pulito ma anche spoglio, povero, poco curato. Non c’era nulla di interessante al suo interno, e l’unica fonte di piccolo interesse era una mostra permamente di opere scultoree create utilizzando solo pezzi di scarto dalle discariche.

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Quella che mi è piaciuta di più

Ho ripreso a camminare, superando il ponte S. Angelo e continuando lungo il Lungotevere. Il tempo non era granché, nuvoloso e pochi istanti prima erano scese diverse gocce di pioggia, ma la passeggiata è stata comunque gradita.

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In lontananza ho intravisto la scalinata di Trinità dei Monti, ed è lì che sono andato, raggiungendo piazza di Spagna. Pieba di turisti come sempre, e c’era persino una coppia di neo sposi cinesi (??) che usavano il bellissimo sfondo per le foto di rito.

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Chiunque voi siate, tanti auguri!!

A quel punto il mio viaggio è finito: ho preso la vicina metro A di Spagna e sono tornato a Termini, e da lì ho preso il treno per tornare a casa.

Non è stata una gran giornata, ed il tempo sicuramente non ha aiutato (così come la mancanza di compagnia, forse, e una scelta tanto turistica). Ma c’è da dire che Roma rimane il gioiello artistico che il mondo ci invidia. Magari però un giorno mi piacerebbe scoprirne anche i lati sporchi, viste le lamentele che hanno fatto da padrine in questo periodo. O magari, la prossima volta cercherò semplicemente di avere uno spirito d’avventura più alto.

Alla prossima!

Recensione – 50 sfumature di grigio (film)

Quello che sto per scrivere è… esercizio. Mi rendo conto che non scrivo molto, e se la scrittura è la mia passione è giusto non farla seccare come una pianta senza acqua. Devo trovare il tempo per molte cose, tra cui parlare con gli amici… leggere… e devo farlo pur consapevole che il mio lavoro attuale mi “gambizza” molto in tal senso. Comincio quindi da qualcosa di facile, e che facevo ai primordi di questo blog, ovvero le recensioni dei film. Sfrutto il mio essere cinefilo per sgranchirmi un pò le dita… e veder se riesco ad essere obiettivo nei miei giudizi.

Quindi, pronti per cominciare…

ATTENZIONE: il seguente contenuto potrebbe rivelare parte della trama. Quindi, nel caso non abbiate visto il film in questione SALTATE LA LETTURA (o leggete con attenzione e consapevoli dei rischi)

COME L’HO CONOSCIUTO: … era possibile non sapere della sua esistenza? ^^” E’ del 2015, era il film dell’anno, sulla bocca di tutti. Criticatissimo e contemporaneamente guardato di nascosto da molti di quegli stessi “critici”. Ero tra quelli che in effetti non l’avrebbero visto mai, anche se non ho mai nascosto una certa curiosità. Ma passò il periodo di fulgore, scomparve dai cinema e non me ne curai più. Fin a quando l’altro giorno il cinema all’aperto vicino a casa mia l’ha messo in programmazione. E stavolta ho tagliato la testa al toro e mi sono deciso di guardarlo.

LA TRAMA: essenzialmente è la travolgente storia di amore/sesso tra Anastasia Steele, studetessa universitaria, e Christian Grey, magnate delle industrie Grey e uomo dal passato e presente misterioro. Il loro incontro fortuito sarà l’inizio di una travolgente passione, condita dai gusti “particolari” dell’uomo.

Ho cercato di dargli la giusta attenzione, anche aiutato via whatsapp da un’amica che lo aveva già visto. Ma devo essere sincero, ho visto solo cose negative… ed una positiva, ma che sinceramente non salva il film.

LE PARTI NEGATIVE

VELOCITA’: secondo il mio modesto punto di vista, è il problema peggiore del film. La loro passione è ISTANTANEA ed INCREDIBILMENTE INTENSA, e tutto questo in relativamente pochi minuti. Lo spettatore parte col dato di fatto che loro sono come indissolubili, che pendono l’uno dalle labbra dell’altro. Il che probabilmente è vero, ma… non ho avuto il tempo di percepire la motivazione di tanto “stupendo sentimento”. Per non parlare del fatto che succedono diverse cose ma molto velocemente. Sembra correre TUTTO in questo film. Anche i cambiamenti caratteriali del signor Grey sono quasi invisibili (te li dice lui più volte). Rallenta solo in determinate situazioni… e sono l’unica cosa positiva del film.

LO “SCULTOREO” SIGNOR GREY: posso capire perchè la signorina Steele sia attratta dal signor Grey. Il modello/attore Jamie Dornan rappresenta al meglio il classico “maschio alfa”, l’uomo che può tutto e non deve chiedere mai, immediato sogno di qualunque donna con scarsa autostima ^^”. Fisicamente poi…. non posso negare che avesse un fisico perfetto e un sedere scolpito niente male XD. E poi aveva la faccia perfetta del dominatore: serio, controllatissimo. E allora quale è il problema? Semplice… aveva una UNA SOLA ESPRESSIONE (forse due, a voler essere buoni). E’ arrabbiato? E’ confuso? E’ ardente di passione? Una unica faccia per ogni evenienza XD

LA “ANONIMA” SIGNORINA STEELE: … non capisco invece come possa un uomo come il protagonista trovare interessante una donna come lei. Eppure quando l’attrice Dakota Johnson fa la sua prima apparizione sullo schermo, mentre si guarda allo specchio, ho pensato fosse nonostante tutto una bella donna. Da quel momento in poi… una continua gara con sè stessa per apparire la più “sciatta” possibile. Riuscendoci in pieno. Da quello che ho capito, era un effetto voluto: la protagonista inizialmente ha scarsa stima in sè stessa. Il problema è che, con il crescere della confidenza, continua a rimanere anonima e timorosa. E poi…. mordersi il labbro una volta è sexy, farlo in modo seriale è snervante ^^”

I DIALOGHI: non me ne ricordo uno ^^” Ricordo solo la frase di Grey: “Ma non ti rendi conto che mi stai cambiando?” detto con l’espressione dolce ed amorevole della tutrice svizzera di Clara, l’amica di Heidi. Scontati, banali, dimenticabilissimi. Ma tanto, nessuno si è visto i film per i dialoghi, no?

I PERSONAGGI DI CONTORNO: capisco che il focus sia sulla focosa coppia, ma chiunque abbia visto il film si renderà conto che tutti gli altri personaggi (la madre, il padre ed il miglior amico di Anastasia, la mdre ed il fratello di Grey) non servono davvero a nulla. L’unica che acquista un minimo di importanza è l’amica della protagonista, che dà il via all’incontro tra i due. Ma dopo quel momento, anche lei cessa di avere importanza.

FAMMI VEDERE IL PEGGIO: ok, non è proprio una cosa “tecnica” del film ma è un momento che mi ha fatto dire un “Ma che…?” che era molto simile ad un “Ma vaff…”. Verso la fine del film, per determinati motivi, Anastasia fa a Grey questa richiesta. MI sono immaginato cose inenararrabili… e alla fine mi ritrovo con una “sculacciata”?

LA PARTE POSITIVA

I “GIOCHI”: il film si concede un pò di respiro dalla sua infinita corsa solo quando fa vedere agli spettatori quali sono le “perversioni” del nostro uomo tenebroso. Lo fa in modo furbo: non si vedono mai organi genitali maschili e femminili, gioca moltissimo su luci ed ombre. Ma dal mio personale punto di vista era la parte più interessante del film: non tanto per le immagini fini a sè stesse, quanto per il coinvolgimento che sembravano dimostrare. L’abbandonarsi totalmente, senza difese, ad una persona che non puoi sapere effettivamente cosa potrà farti… molto suggestivo, secondo i miei gusti. Una seduzione basata sul tatto, sull’udito, sull’olfatto. Chissà che effetto fa.

CONSIDERAZIONI FINALI

La grave colpa di questo film, e di coloro che l’hanno diretto/prodotto, è di appellarsi ESCLUSIVAMENTE agli istinti più morbosi e profondi di ogni persona. Perchè, con mia somma sorpresa, questo film ha persino una trama! Certo, non è una trama da Nobel, ma comunque sarebbe stata sufficiente (se usata un minimo di più) per sviluppare un tantino di più la psicologia dei personaggi. Invece non ci provano nemmeno, ben consapevoli che tutti erano al cinema per vedere giochetti erotici e perversioni. Non ho letto i libri, magari sulla carta certi problemi non ci sono (o sono molto più ridotti) , ma c’è da dire che è un film deludente.

(Oggi chiudo qua, domani lo rileggo e vedrò se ho scritto decentemente. Spero che sia stato di vostro gradimento… e alla prossima!)

Tra verità e “semplici” conseguenze

Nel mio lavoro sto vivendo un periodo di… irrequietezza. Magari ne parlerò in un prossimo post, ma un piccolo accenno posso farlo oggi, anche perchè vorrei discutere di un binomio che mi è balzato agli occhi in questi ultimi giorni (anche se ammetto di averlo capito almeno settimane prima): la differenza tra verità e conseguenze dei fatti.

Faccio un esempio: il mio compito, in quanto portalettere, è consegnare raccomandate (hanno la priorità) e anche la posta ordinaria. Ora immaginate di non avere una zona fissa, ma di dover cambiare almeno tra due zone in continuazione; immaginate anche che la zona sia obiettivamente piuttosto grande, e sebbene ti dicano che la posta vada consegnata TUTTA ogni giorno sappiano benissimo che non è umanamente possibile, se non la si ha fissa.

I miei problemi, considerate le premesse, sono che per i miei superiori non porto abbastanza posta. E non hanno tutti i torti: di mio so di non essere particolarmente veloce, sebbene stia cercando in tutti i modi di accelerare. Aggiungo anche che per imparare i “segreti” della zona che mi viene assegnata (ovvero, dove andare per prima per andare a colp sicuro e togliersi un bel pò di posta) ho bisogno di più giri, di più giorni. Continuativi sarebbe il massimo, ma almeno del tempo necessario ad uno zuccone come me di capire bene dove andare. Quando acquisto un minimo di confidenza, mi preparo la posta che sono sicuro di poter portare e di riuscire a consegnare quel giorno. Da qui, il problema: non ne porto mai abbastanza.

… ma sarà davvero così? In effetti vedo sempre gli altri miei colleghi riempirsi fino all’inverosimile di posta ed uscire con carichi non da poco. Il fatto è che molte volte, quando ritornano, portano con sè una buona parte della posta che hanno portato con sè. Chiariamoci, non è perchè non lavorano: semplicemente nel tempo di lavoro stabilito non riescono a portarla tutta. La domanda quindi mi sorgeva spontanea: alla fin fine io porto con me un quantitativo di posta molto simile a quello degli altri, e se proprio volessi fare il pignolo direi anche che la posta che prendo non la riporto mai indietro. Eppure sbaglio… ma perchè?

Semplice: il direttore passa la mattina a controllare i vari casellari, quindi se li vede vuoti è contento. Quindi, al nostro direttore giocoforza non conta la verità, ma solo l’illusione della verità, ovvero le semplici conseguenze dei fatti. SA benissimo (immagino) che buona parte della posta ritorna indietro, ma almeno se dovesse eventualmente passare un controllo dalla sede centrale, la maggior parte della posta sarebbe “virtualmente” consegnata.

Mio padre dice che è normale. Io penso che sia vagamente assurdo, proprio per il fatto che venga considerato normale. Ma probabilmente dovrò adattarmi… a questa incongruenza di fondo.

LO so, intervento fondamentalmente inutile. Ma ormai di queste incongruenze di vita ne vedo sempre più. O forse ho solo voglia di essere un pò polemico.

Alla prossima.