Archivio mensile:dicembre 2014

Essere genitori (dal punto di vista di un figlio ormai cresciuto)

Sono state le feste appena trascorse a tirarmi fuori questa considerazione, strettamente personale e comunque da un punto di vista “sbagliato” o per meglio dire da un punto di vista situato “dall’altra parte della barricata”.

Secondo me essere un genitore vuol dire educare un figlio/ una figlia nel modo migliore possibile, magari cercando di dare il buon esempio. Sfortunatamente non è una scienza esatta. Si va incontro ad un sacco di errori, di incomprensioni, di tentativi non riusciti. La grande sfida di un genitore è inculcare nel figlio una sorta di “etica di base”, che permetta al bambino/ ragazzo di potersi confrontare con il mondo nel modo migliore possibile.

Ma la vera sfida viene quando il figlio/ la figlia sono ormai cresciuti. È in quel momento che l’essere genitori si trasforma in un atto di fede vera e propria.  Il genitore smette di essere la verità assoluta, l’oracolo al quale affidarsi per trovare la giusta rotta. Le parole perdono di importanza, non sono più vincolanti come prima. I figli sbagliano o vogliono sbagliare, anche per fare esperienze proprie ed affrancarsi dai genitori. Credo sia la natura delle cose. È qui che il genitore deve dimostrare la sua “fede”: non puoi più cambiare tuo figlio/ tua figlia, puoi solo sperare di averlo/a educato/a nel migliore dei modi. Non vuol dire rinunciare a dire la propria opinione,  ma puoi solo sperare che il seme che hai piantato in un terreno che adesso appare così “incomprensibile” abbia messo radici, anche se potresti non saperlo mai.

Alcuni genitori, pur possedendo tutto l’amore del mondo, non conoscono questa fede. Alcuni genitori non riescono a farsi sorpassare di propria volontà dai figli. Alcuni genitori non si lasciano educare a loro volta dai figli. Alcuni genitori… credono che un figlio che la pensa diversamente da loro sia solo un figlio che sta mancando di rispetto.

Alla prossima.

Dei regali inaspettati ma poco digeribili

“… e ti dirò: alla fin fine la cena aziendale è stata migliore di quanto mi aspettassi”

…si…

“Una mangiata come si deve, con un risotto che ricorderò a lungo… buonissimo… tanta allegria, canti e balli… e persino una riffa finale!”

Ecco… proprio di quello volevo parlare…

“Sai che mi hanno dato due biglietti, no? Ed il primo premio è stato un gioiello Morellato… da donna! Ammetto di esserci quasi rimasto male, anche se sembrava che tutte le colleghe mi stessero invidiando”

Beh… ti sei ripreso dopo, no?

“Al numero 44 era abbinato invece un lettore dvd/cd/mp3 portatile! Una figata incredibile! QUELLA è stata una sorpresa!”

Per non parlare di quell’assaggio di vini

“Carina la confezione, e qualche esperto lì alla cena mi ha detto anche che erano vini quasi pregiati… ma tanto non ci avrei fatto praticamente nulla. Lo sai che sono quasi astemio.”

E quando sei arrivato a casa, hai regalato ai tuoi genitori e a tuo fratello le tue vincite

“Mi sembrava giusto così: il Natale è vicino, non sapevo che regali fare e questi mi sembravano appropriati per tutti e 3. E stamattina ne ho avuto la conferma. Sono soddisfazioni anche quelle”

Già, non lo metto in dubbio. Solo una domanda: l’hai fatto solo per generosità? Per amore verso la tua famiglia?

“Stai dubitando della mia buona fede?”

No, no. Lo so che sei un brava persona. E so anche che per te gli oggetti hanno valore solo se possono servire/ fare felice qualcuno. La mia domanda è legata al momento in cui sei tornato al tavolo con il premio che ti è piaciuto di più. Hai presente quel momento in cui hai pensato cosa farci con questi regali?

“…”

Ti sei detto che il gioiello e le bottiglie le avresti dati a tuo padre e tua madre. E quando sei tornato al tavolo, hai detto che l’ultima vincita sarebbe stata perfetta per tuo fratello. Ma… ricordi anche il pensiero piccolo piccolo in appendice?

“…no, non me lo ricordo… non credo sia importante…”

… mi duole fare la parte cinica e concreta, ma se devo essere cattivo per farti capire le cose lo farò. Il regalo che hai dato a tuo fratello era l’unico che potevi usare anche tu, ma hai deciso di non tenertelo. E posso dirti cosa hai pensato, per pochi secondi, che forse non ha influito sulla decisione finale ma che sicuramente ha dato più peso ad una delle due possibili decisioni

“…..”

Ti sei chiesto: me li merito? Cosa ho fatto effettivamente quest’anno per meritare dei doni spuntati quasi dal nulla? Nonostante gli sforzi, non sono riuscito ad ottenere nulla. Mio fratello, invece, studia come un matto e ha poche soddisfazioni… forse il regalo se lo merita lui, sicuramente più di me.

“…. mi fai apparire come un debole”

Ancora no. Sei solo umano. Nonostante le apparenze, nonostante gli sforzi per sorridere, stai facendo tanta fatica. E nessuno se ne accorge. E se vogliamo essere sinceri fino in fondo, non è che tu aiuti qualcuno a fare in modo che si accorga delle tue difficoltà. Ma è lo svantaggio di avere una famiglia come la tua, suppongo.

“……”

Vuoi sapere una cosa positiva? Il fatto stesso che tu mi stia ascoltando è davvero incoraggiante. Non l’avresti mai fatto, poco tempo fa. Forse lo psicologo ti sta davvero aiutando, anche se considera me come una fantasia che forse deve essere domata.

“….”

…. cerca solo di farti entrare in testa che non sei la causa di tutti i mali intorno a te. Cerca solo di capire che anche una persona come te, un pò depressa, pigra e sfortunata, merita qualche piccola soddisfazione. O appassirai, come le piante senza acqua. Morire di sete è un pessimo modo di lasciare questo mondo, credimi.

“….”

 

Senza titolo 2

Un viaggio ad occhi chiusi
Mentre il Mondo si muove
Proietto me stesso
Attraverso tempo e spazio

Ho superato stagioni, mesi, anni
Convinto di diventare un uomo
Ma ho visto un Sole dopo l’altro
Sempre con gli stessi occhi

Quelli del bambino emozionato
Di fronte al chiarore della Luna
Mentre la paura del buio
Si dissolveva nella memoria