Coccullo (Abruzzo): Festa dei serpari del 1° Maggio (e sfortune annesse)

Ho conosciuto dell’esistenza di questo paesino (e della sua caratteristica festa patronale) a metà di Aprile, mentre mi trovavo ad attendere nell’anticamera di uno studio medico e sfogliavo la rivista. Ho trovato la notizia interessante ed immediatamente mi sono andato ad informare un pò di più. Da vari articoli e commenti su Internet, avevo letto molte cose interessanti ed immediatamente mi ero attivato per andarci.

Speravo di non andarci da solo, quindi ho cominciato a “diffondere il verbo” tra i miei amici… la stragrande maggioranza dei quali ha rifiutato per 2 motivi: 1) avere a che fare con dei serpenti 2) doversi alzare prestissimo la mattina e farsi un’oretta e 30 minuti di macchina. Ma, memore di 2 cose fondamentali, ovvero “La fortuna aiuta gli audaci” e “Se vuoi ottenere dei risultati, devi domandare alle persone giuste”, alla fine sono riuscito a formare un piccolo gruppetto: il buon M., la mia amica A. e suo fratello P.

Svegliarsi alle 06:20 non è mai facile, soprattutto considerando che è un giorno di festa e per una volta ci si potrebbe anche lasciar poltrire tra le coperte ^^” ma M. si fa trovare pronto alle 06:45, quindi andiamo a prendere a Roma A. e P. (che ci fanno attendere una ventina di minuti per… problemi tecnici XD) ed infine più o meno alle 08:00 SI PARTE!

Il Sole benedice i viaggiatori

Il Sole benedice i viaggiatori

Le premesse ci sono tutte: una bellissima giornata di Sole, il gruppo ben amalgamato, gli animi sonnolenti ma lieti, spirito molto alto. Certo, mi tocca guidare per più di un’ora… e la guida mi provoca molta tensione muscolare, se prolungata… ma è uno sforzo che faccio volentieri.

Prima il G.R.A., poi la A24 scorrono senza il minimo problema o rallentamento. Tempi di marcia rispettati quasi alla perfezione. Poi, nei pressi dell’uscita per Cocullo, si crea un serpentone apparentemente infinito di macchine. Ma questa era prevista: infatti è una festa che richiama un certo numero di persone (perchè lo sottolineo? Capirete più avanti…) quindi avevo già letto sulla Rete che ci sarebbero stati rallentamenti, arrivati in zona. Ma va ancora bene: il paesaggio abruzzese è molto suggestivo, ci sono persino alcune montagne innevate (*_*), sulle alture della zona si nota la presenza di un parco eolico e comunque la cittadina di Cocullo è davanti ai nostri occhi. Dobbiamo solo attendere che la coda defluisca e poi dobbiamo trovare parcheggio. Non siamo schizzinosi, ci accontentiamo di tutto.

Cominciano i guai ^^”

VI ricordate la parte nella quale dicevo che questo paesino viene visitato proprio in occasione della festa da “un certo numero di persone”? Beh… devo avere equivocato, perchè in realtà Cocullo viene SOMMERSA da un marea di persone. (a fine giornata, mentre tornavamo alla nostra macchina, sento una poliziotta parlare alla radio con un collega: l’affluenza alla festa è stata di 40000 persone! O_O) Ogni famiglia raggiunge il posto in macchina, molte delle quali sono… piuttosto grandi (ho visto molti Range Rover). Il particolare della grandezza delle auto non è ininfluente: essendo un paesino di montagna (se non ho letto male, si trova a 900 m. dal livello del mare) le strade sono… stradine piccole, strette e tortuose. Quindi immaginate come è stato difficile a volte passare tra due lati di macchine parcheggiate sui due lati della carreggiata. Sapevo che avrei dovuto parcheggiare lontano, ma alla fine sono riuscito a “posteggiare” sul ciglio della strada a circa 5 km dal paesino. E sapete quando siamo riusciti a scendere dalla macchina? Più o meno alle 11:40!

Si prospettavano diversi km in salta, ma per nostra fortuna eravamo tutti e 4 buoni camminatori. Io e A. ogni tanto dovevamo rallentare per compattare il gruppo (abbiamo una marcia abbastanza spedita), ma dopo circa 50 minuti riusciamo a raggiungere il paesino dei serpari, passando tra parcheggi più o meno sensati, esponenti della Polizia e della Protezione Civile che cercavano di controllare il flusso disumano di persone e, poco prima dell’arrivo nella cittadina, quello che ODIO di più (ma che in parte capisco, quindi non me la prendo più di tanto): le bancarelle. Non è stata tanto la presenza delle bancherelle che mi ha urtato (beh, in qualche modo la gente dovrà pur guadagnarci, e quella festa è una bella occasione, vista la grandissima quantità di persone) ma il loro posizionamento tattico: erano tutte sull’unica stradina che conduceva a Cocullo, occupando 3/4 del già piccolo passaggio. Il transito è quindi avvenuto tra bacherelle di oggettistica più o meno inutile legata ai serpenti, venditori di dischi e cd di musica e soprattutto tavole calde. SApete quanto costava un semplice panino con la porchetta (panino di medio-piccole dimensioni)? 5 euro! Un furto ^^” ma per nostra fortuna ci eravamo organizzati per un pranzo al sacco.

Cocullo (parte 1)

Cocullo (parte 1)

Cocullo (parte 2)

Cocullo (parte 2)

Cocullo è un caratteristico paesino abruzzese, dall’apparenza antica e sicuramente degna di una certa curiosità. La sua unica sfortuna è che visitarlo durante la festa dei serpari è IMPOSSIBILE. Perchè? Vediamo... avete presente l’effetto sardina? Bene, ci siete andati abbastanza vicini ^^” Una volta messo piede nella cittadina, ci accoglie una fontana con l’etichetta “Acqua non controllata” dal dubbio significato (infatti nessuno di noi ha bevuto) ma dalle fredde acque con le quali per lo meno abbiamo potuto lavarci viso e mani e concederci un pò di refrigerio, vista la giornata insolitamente calda e comunque i 5 km di camminata. Poi ci siamo inoltrati in un vicolo e ci siamo fermati poco prima di incrociare una stradina letteralmente invasa di persone in attesa.

Si erano fatte le 12:30 e mi viene un terribile dubbio. Non è che ci siamo persi tutto? Eppure c’è ancora un bel pò di gente… per fugare ogni eventualità negativa, lascio i miei compagni di viaggio dove ci siamo fermati (all’ombra), mi armo di “coraggio” e mi spingo verso l’interno. Un primo manifesto mi dice che le celebrazioni religise erano cominciate dalle 09:00 (e i serpari che volevo vedere erano a quell’ora… accidenti…) e per le 12:00 c’è il passaggio del Santo.

La calca presso la chiesa

La calca presso la chiesa

Cerco di spingermi più avanti, cercando di raggiungere la piazza con non poca difficoltà (e pian piano mi rendo conto del perchè vedo un sacco di persone con i teleobiettivi attaccati alle macchine fotografiche) e una volta che ci riesco trovo un muro umano insuperabile. Ma mi rendo conto che la statua di S. Domenico abate non è ancora passata in processione, quindi almeno una delle cose forse la vedrò. Il passaggio della statua è caratteristico perchè il Santo viene avvolto da serpenti vivi. Faccio in tempo a tornare indietro, ad avvertire i miei compagni di viaggio (che ormai sono abbastanza rassegnati agli eventi) e ne approfittiamo per mangiare qualcosa, visto che siamo lì e dobbiamo attendere. Rimaniamo giusto il tempo per veder passare la statua.

Quindi, è il momento di decidere. Torniamo a casa o cerchiamo di fare altro? Ormai si sono fatte le 13:20 e la gente sta lentamente tornando alle macchine. Mi ero preparato un piano alternativo, ovvero visitare la vicina Riserva naturale delle Gole del Sagittario, che mi avevao descritto essere molto rilassante e suggestivo… ma implicava continuare a camminare. Purtroppo P. ha avuto la maleaugurata idea di indossare per la giornata degli scarponi, con la conseguenza di avere incredibili fastidi e problemi ai piedi. In quel momento, mi rassegno anche io. Con estrema fatica riusciamo a tornare alla nostra macchina, quindi veniamo coinvolti in una specie di “tour de force” per cercare di raggiungere l’autostrada (e ci riusciamo più o meno alle 15:50… e purtroppo non sto scherzando -_-”) e quindi ci avviamo verso casa, con l’unica consolazione che sono comparse diverse nuvole ed un pò di fresco dopo la calura mattutina è stato qualcosa di ben accetto.

Vi dò qualche consiglio, nel caso la festa vi abbia incuriosito e vogliate andare a dare un’occhiata:
1) il tempo di arrivo è TUTTO. Pensavamo di essere arrivati abbastanza presto, considerando che avremmo dovuto metterci un’oertta e mezza di macchina per arrivare, ma non abbiamo tenuto conto del marasma di persone presenti. Quindi, cercate di essere lì per le 7 del mattino. Non è detto che non ci sia nessuno, ma il parcheggio sarà molto meno problematico e sicuramente riuscirete a godervi di più il paesino (cosa che noi non siamo riusciti a fare)
2) Pranzo al sacco. Come ho già scritto, ci sono punti di ristoro ma hanno prezzi da furto ^^”
3) Non venite con i macchinoni. Si, lo so… magari siete in tanti e una macchina sola è comoda, ma la grandezza della macchina influisce sulla viabilità di quella giornata. E riguarderà sia voi che gli altri (ve ne renderete conto quando ve ne andrete da lì ^^”)
4) se avete un camper… usatelo. Ne ho visti molti in parcheggi molto vicini al paesino. Hanno l’indubbio vantaggio di poter arrivare il giorno prima e partire il giorno dopo, risolvendo parecchi problemi.
5) se pensate che camminare 5 km in salita per raggiungere il paesino sia davvero troppo… beh, posso dirvi che a 2 km dal paesino c’è una specie di servizio navetta gratuito. Ma è comunque influenzato dal punto 3.

Chiudo con una mia personale considerazione sulla giornata. Alla fine, mentre tornavamo a casa, ero molto innervosito. In realtà avevo molti motivi per essere comunque soddisfatto della giornata (e come me , anche gli altri miei compagni di viaggio me lo hanno fatto notare): è stato un primo Maggio diverso, abbiamo fatto una specie di gita fuori porta, abbiamo visto le vallate abbruzzesi baciate dal Sole e comunque siamo stati bene insieme. Ma… ieri non sono riuscito a scrollarmi di dosso il sentimento di frustrazione per aver indirettamente promesso loro di vedere ben altro, e sebbene sia stato io il primo e più deluso di tutti, mi rendo conto di aver costretto i miei compagni di avventura ad una specie di giornata vagamente massacrante, sia fisicamente che di nervi. E poi, su Cocullo… è un’occasione doppiamente persa. Non solo per la festa in sè, quanto per il fatto che non ritornerò sicuramente a scoprirla, vista la distanza. Chissà, magari mi sono perso altre cose interessanti. Ma ormai…

Vi lascio con un’ultima immagine.

La neve oltre le montagne verdi

La neve oltre le montagne verdi

Alla prossima!

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