Una fune spezzata

20140325_180634[1]Questa immagine rappresenta perfettamente il mio stato d’animo. Ma è meglio che spiego.

E nel mentre, faccio partire “Only Hope” di Mandy Moore. Una piacevole riscoperta di qualche giorno fa.

Questo è un parco vicino a dove abito. E quelle due costruzioni triangolari di legno (una in prima piano, l’altra quasi sullo sfondo) sono ciò che resta di… una giostra. Prima c’era un cavo d’acciaio che collegava i vertici di questi due “triangoli”, e attaccata al cavo una carrucola. Fondamentalmente, il gioco consisteva nello scivolare da una struttura all’altra, attaccati alla carrucola. Era qualcosa di semplice, eppure mi entusiasmò così tanto che la prima volta (complice la sera e l’assenza di bambini) ci giocai a lungo. Ridendo come un bambino ogni volta. Ed in seguito, quando ci passavo, almeno una scivolata me la facevo sempre. Chissene frega se ero un “adulto”. Mi piaceva, la facevo. Certo, con estrema moderazione.

Poi sono venuti i vandali. Persone che l’hanno usato in modo improprio, che l’hanno rotto o rovinato così tanto che ormai tutto quello che resta lo potete vedere nella foto. Non sono nemmeno sorpreso: in un mondo migliore, più giusto questo gioco sarebbe ancora funzionante, ci sarebbero ancora bambini che lo usano e si divertono. E non sarebbe quello scheletro che è adesso.

La sottolineatura non è casuale. E’ un inizio di frase che ho usato spesso, in questi giorni.

Ma è solo quando l’ho usata oggi come incipit, mentre discutevo di una cosa con la dottoressa di famiglia, che me ne sono reso conto. E mi sono ricordato di quando l’ho usata mentre discutevo con mio fratello del suo futuro… e di quando è comparsa sulle mie labbra quando parlavo con una mia amica.

E, cosa ancora più drammatica… l’ha usata anche mio padre.  In una discussione che ha avuto con me pochi giorni fa. Uso drammatica non senza ragione. Ho assimilato molto da mio padre, a volte senza volerlo. Penso che continuerà sempre ad essere il mio supereroe. Ma insieme alle cose belle, temo di aver assimilato il suo profondo e sotterraneo cinismo. Per dirla in modo semplice e forse anche rozzo… “il mondo è una merda, tu sei costretto ad adattarti. Che lo voglia oppure no”.

La cosa mi spaventa, perchè vuol dire che sono abituato al peggio. Che tutte le brutture del mondo stanno diventando… normali, per me. E cosa ancora peggiore… sto involontariamente cercando di diffondere questa visione anche a tutto il mio mondo O_O

Che fine ha fatto il mio me stesso di qualche anno fa? Quel ragazzo sempre pigro, senza tempismo ecc.. (basta leggere “Qualcosa di me…” che è sempre valido ^^”) ma con una sorta di innata, grezza e semplice visione positiva del mondo? Forse si è davvero perso. Ma come posso permettermi di far perdere la strada anche ad altre persone?

E se in futuro avessi figli/e?

Come ha detto oggi un mio contatto di skype “[…] io credo che abbiamo semplicemente bisogno di felicità, di saperla percepire ed interpretare nelle piccole cose. Apprezzare senza troppi gironi […]”

E se avessi accanto il mio buon Leonard Speedstep, sicuramente a proposito direbbe qualcosa tipo “Penso che la vita sia troppo breve per perdere tempo focalizzandosi sulle cose brutte. E di cose belle ce ne sono tante… basta solo essere un pò più attenti.”

Devo guadagnare un pò di autocontrollo.

Alla prossima.

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