L’incompreso ruolo dei “parafulmini”

E’ un avvenimento successo ieri pomeriggio. Dopo pranzo, mi sono visto/sbirciato la mia dose di cartoni animati (ebbene si, li guardo anche adesso) e dopo aver letto 2 o 3 cose sul web, sono salito al piano di sopra (il nostro ripostiglio) per prendere l’aspirapolvere. Mia madre mi aveva chiesto una mano, e io non avevo nulla da fare.

Mio fratello, tornato da poco in casa dall’università, era in bagno e quindi io mi sono permesso di cominciare da camera sua, così non l’avrei disturbato con il suono infernale dell’aspirapolvere. Mentre sto passando l’elettrodomestico su altre stanze, mio fratello esce dal bagno e mia madre ne approfitta per chiedergli che cosa fosse quello che a me sembrava una specie di caricabatterie. Ed è stato “l’inizio della fine”.

MIo fratello si è infervorato all’istante (da 0 a 100 in 2,8 secondi netti!) lamentandosi ed urlando a mia madre che lei non deve frugare in camera sua e deve lasciare le cose così come sono lì dentro. Mia madre, all’inizio più tranquilla e sbigottita della reazione del figlio, non si è poi tirata indietro e ha risposto urlandogli che la sua camera faceva così schifo (per sporcizia e polvere) che è stata “costretta” a mettere in ordine mentre puliva per terra.

Ad un certo punto della conversazione, io avevo un attimo spento l’aspirapolvere per togliere alcuni batuffoli di sporco dalle setole, quindi ho ascoltato più o meno tutto. In realtà ero tentato di intervenire, come altre vole, cercando di mettere pace in un litigio sinceramente inutile e di facile risolvibilità, ma stavolta ho deciso di lasciarli scannare e continuare a fare il mio “lavoro”. Inutile dire che il “tono alto” della discussione ha fatto tornare mio padre che era fuori casa. Mia madre, arrabbiata, gli ha detto di parlare con me… io ho detto che non ci entravo nulla e non volevo entrarci… quindi ho riacceso l’aspirapolvere e ho proseguito il mio lavoro, con il rumore che stavolta apprezzavo di più, visto che copriva i toni alti dell’ennesimo inizio della discussione (stavolta a tre). E nel mentre, canticchiavo “It’s the end of the world as we know it (and I feel fine)” dei R.E.M.

Come già ho scritto, ho avuto l’occasione di intervenire, di fare da paciere. Certe discussioni succedono spesso in casa nostra, ed in parte sono anche comprensibili (mia madre e mio fratello hanno un “gap generazionale” abbastanza alto). Ed era anche di facile soluzione la faccenda (mio fratello avrebbe pulito la sua camera almeno 2 volte la settimana ed in cambio mia madre non ci sarebbe entrata se non per portare abiti o cose del genere). Ma ho deciso in questo caso di farne a meno.

Primo motivo: nessuno dei due avrebbe accettato la mia proposta. Mio fratello è troppo pigro per voler rimettere a posto camera sua, ma anche se avesse rispettato l’accordo (e sarebbe stato come entrare nella fantascienza ^^”) non l’avrebbe poi rispettato mia madre: considera il posto dove abitiamo tutti come “casa sua” e come tale si sente in diritto di avere la possibilità di entrare ovunque senza limitazioni.

Il secondo motivo è di carattere personale. Prima ho detto che di solito in questi casi il mio ruolo è quello del “paciere”, ma in realtà il termine più esatto è “parafulmine”. In realtà alla fine si rivolgono a me perchè mi trovo nell’affascinante via di mezzo, in grado di comprendere sia mio fratello che mia madre, e quindi vengono ascoltato da entrambi…. ma quando comincio a dire che sbagliano ed hanno ragione entrambi, perdo immediatamente di valore e mi ritrovo a dover assorbire parte della loro carica elettrica. Con il risultato che le discussione perdono di potenza e di aggressività, e di solito terminano senza troppe scorie. Tranne per me, ovvio. Le scorie lasciatemi dai due rimangono in me per un pò, che nel mentre mi domando per quale motivo ci sono finito di mezzo io che cercavo di dare loro una soluzione pacifica.

Come è finita poi? Mutismo ed arrabbiatura generale in casa, con i musi lunghi di mio fratello, mio padre e mia madre. Non era una bella atmosfera, ma sarò sincero: non me ne importava nulla. Io ero tranquillo e sereno.

Credo che andare dallo psicologo stia dando i suoi primi frutti. Ho capito per una volta che a volte c’è bisogno che la gente si scanni tra di loro. Ho capito che a volte non sarà possibile per me far comprendere alle persone eventuali “cose sbagliate”, sebbene io lo voglia con tutte le mie forze. A volte, l’equilibrio è, in situazione come queste, non mettere naso nella faccenda ed attendere che faccia il suo naturale corso.

Certo, poi rimangono scorie di malumore e pessimismo in tutta la casa. Certo, cosa brutta e non consigliabile…

… ma per quel motivo me le devo sempre assorbire io? Forse in questo modo impareranno da soli. Ci sono persone, secondo me, che hanno bisogno di incocciare contro solidi muri per capire le cose. Li lascerò fare, e ne guadagnerò in salute mentale.

Alla prossima.

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