Essere “altrove” (o almeno provarci)

Non so che genere di spirito eversivo (o masochista) mi spinga ogni volta ad entrare in una libreria. Questo sapendo che in un modo o nell’altro non posso comprare alcun libro. 

Io in casa dei miei genitori che leggo qualcosa che non sia studio crea in mio padre e mia madre (soprattutto lei) delle profondissime paure. Potrei concentrarmi in un libro di pura lettura ed ignorare un libro di studio. E non so bene in realtà quanto sbagliano. Perché sbagliano… ma non so in che gradazione. 

Forse mi piace vedere i libri ben disposti sugli scaffali, ordinati per genere o per autore. Forse mi piace l’odore e la consistenza della carta.

Forse… mi piacciono gli infiniti universi che si aprono davanti ai miei occhi. Forse mi piace avere la possibilità di poter diventare qualsiasi cosa: dall’intrepido detective al più terribile dei mostri. Ed uscire da quel mondo e tornare cambiato, anche solo in minima parte.

Il mio mondo attuale non mi suscita più molte emozioni.  Da un po.

Alla prossima.

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