Qui dove cresce il futuro

Da qualche giorno sto tornando all’università, per cercare di completare alcuni esami lasciati in sospeso per TROPPO tempo (ma lavoravo, ho le mie motivazioni). Curioso…proprio a causa della mia lontananza, ho rivissuto con una certa “perfezione” il primo impatto che ho avuto quando ho messo piede all’interno di un’università.

Un posto deliziosamente caotico, pieno di vita e di movimento, di giovani menti pronte ad affrontare chissà quale impresa. È come il futuro che DOVREBBE essere sempre.

L’università ha un valore ambivalente per me. Quando ho cominciato a studiarci dentro, era la rappresentazione perfetta della libertà.  In realtà,  anche il liceo è stata una mia scelta, ci mancherebbe.  Ma una volta cominciata è stato seguire un percorso obbligato e soprattutto controllato. Si era anche minorenni, c’era anche il controllo dei genitori. Invece quando mettevo piede all’università per la prima volta ero maggiorenne, virtualmente padrone assoluto del mio “destino” e credo anche di avere respirato un’aria migliore XD

Ma l’università è stata anche una purtroppo efficace rappresentazione del mondo reale. Di quello che mi avrebbe atteso una volta finiti gli studi.  Ovvero… una immensa fatica. Devo fare delle precisazioni: ho preso una laurea triennale in Lettere (che come dice con grande tatto mia madre “…ti porta alla disoccupazione o al massimo a fare il maestro”) perché volevo conseguirla, poi la laurea specialistica in giornalismo mi fu negata a causa del mio voto non sufficientemente alto. In quel momento mi sono un po depresso, poi sono sopraggiunti altri problemi burocratici… ma questi sono problemi più strettamente miei, a cui cerco ancora soluzione, che non vi riguardano.

Riguardando il video, io non vedo solo ragazzi e ragazze. Io vedo sogni. Aspirazioni. Speranze. Un generale ottimismo e voglia di fare… e di essere.
In parte mi domando quando ho perso le mie, di aspirazioni. O se le ho mai veramente avute. Ma mi sento un “frignone” e non è il caso. Per mia fortuna ho potuto conoscere l’esperienza di diversi amici che hanno sofferto forse più di me negli studi e sono riusciti a coronare i propri sogni sofferti. E che mi sono di costante esempio. (e poi conosco diverse persone che mi considerano o che mi hanno considerato un “maestro di vita”… mah! Forse “socraticamente” parlando è vero. Lui sapeva di non sapere, e considerando i miei attuali risultati lo so anche io ^^”)

Vi lascio con un’ultima considerazione: bisogna essere davvero giovani ed “ingenui” per poter affrontare il futuro. Ma solo i giovani hanno l’incoscienza adatta a fare miracoli, non credete? E questi… solo questi… sono i miracoli a cui voglio credere.

Alla prossima.

P.S.: in realtà l’inizio dell’articolo era differente. E a dirla tutta, ho cercato anche di inserire un brevissimo video (anche se rimango un tipo da “immagini statiche”). Ma il buon wordpress (o il mio pc, di queste cose continuo a non capirci nulla ^^”) me lo ha impedito. Un segno del destino, per avercercato di fare qualcosa che non è nelle mie corde? XD

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