Non sei più lì

Sapevate che il mio sito, per quanto sconosciuto, si trova anche in alcuni motori di ricerca? O_O addirittura, in uno che ho trovato spulciando in rete per caso, ha come valutazione 4,1 stelle su 5?? Strano il mondo XD

Comunque… perchè lo scrivo? Oltre alla stranezza, anche perchè ad un certo punto ho trovato un altro forum che frequentavo assiduamente parecchio tempo fa, il sito degli Incantastorie

Non ricordo perchè non ci sono più entrato. Ho avuto periodi brutti, e quindi magari è per quello che ho abbandonato. A dire il vero, me ne dispiace. In uno dei pochi ricordi che mi sono rimasti di quel sito, era come sentirmi a casa.  Mi piacerebbe anche rifare capolino… ma mi sentirei una sorta di figliol prodigo. Al momento, mi limito ad augurare loro buona fortuna… ed invitare voi che mi leggete a darci un’occhiata.

Su quel sito ho scritto qualche storia… 2 credo ^^” una di queste l’avevo scritta esattamente il 14 febbraio 2009, alle 23:34. Si, proprio a S.Valentino. Una volta quella festa in parte mi faceva sentire piuttosto depresso. Ma era una bella storia (almeno per me), e la voglio riproporre anche qui.

Erì lì, sotto le coperte accanto a me. I primi raggi del Sole mattutino illuminavano la stanza. Tu dormivi. I tuo capelli lunghi sparsi su tutto il tuo cuscino. I tuoi occhi chiusi. Il tuo sorriso leggero, che hanno tutti quelli che stanno facendo bei sogni. La tua pelle che sa di talco. Le tue braccia che stringono una delle mie, quasi fosse un orsacchiotto. E io che ti guardo e quasi non respiro per paura di svegliarti.

Eri lì, in cucina. Con la tua vestaglia rosa. Con i capelli sconvolti. Con gli occhi socchiusi. Con quell’espressione buffa che hanno tutte le persone che si sono appena svegliate. In mano una tazza di caffè nero bollente. E io che aspettavo. La mia giornata cominciava solo con il tuo “Buongiorno” appena sussurrato ed accompagnato dal tuo sorriso.

Eri lì, davanti all’armadio. Come molte volte era alle prese con l’abito da indossare per uscire. Tu che mi chiedevi un parere, e io ogni volta ti rispondeva che eri bellissima sia con l’abito rosso che con quello nero. Saresti stata magnifica anche con un abito viola fosforescente a pois verdi. E tu che come sempre te la prendevi con me dicendo che non collaboravo. Ed io… ogni volta giuravo a me stesso che sarei stato meno sincero.

Eri lì, davanti alla pianta che mia madre mi aveva regalato per festeggiare la nuova casa. E ricordo ancora il tuo schiaffo quando ti avevo rivelato i miei sentimenti. Non sono mai stato bravo con le parole. Ed era sempre lì, qualche tempo dopo, che con uno dei baci più belli della mia vita mi chiudevi la bocca ed evitavi che dicessi un’altra cavolata.

Eri lì, in bagno. Mi facevi sempre gli agguati quando cercavo di farmi la barba, ed ogni volta dicevi che con la barba ti piacevo tanto. Cercare di radermi diventava un’impresa. Ricordo ancora che eri arrivata persino a nascondermi lamette e schiuma da barba. Mi hai persino costretto ad una caccia al tesoro… con te che ridevi come una matta quando andavo fuori strada.

Eri lì, quando andavamo a fare una passeggiata e mi davi un pizzico sulle braccia ogni volta che pensavi stessi guardando un’altra donna. E quell’espressione altezzosa, come se non te ne importasse molto ma quegli occhi fiammeggianti, che mi avrebbero incenerito all’istante se avessero potuto.

Eri lì, quando mia madre passava a trovarmi per pranzo. Ed eri sempre tu quella donna paziente, sempre sorridente.. a volte anche sorda, quando mia madre lanciava frecciatine su quello che preparavi. Irriconoscibile. Mi spaventavi. Ed ero così sollevato, una volta di nuovo soli, quando ti scatenavi come un terremoto e tornavi quella di prima.

..eri lì, quando siamo tornati dal funerale di mia madre. Non riuscivo a trattenere le lacrime, e una volta a casa mi sono subito seduto sul divano. Non volevo affrontare i tuoi occhi. Mi sentivo troppo debole. E tu… ti sei seduta accanto a me. Mi hai abbracciato e hai posato la tua testa sulla mia spalla. E siamo rimasti così, in silenzio. Mi hai cullato fino al mattino.

Ora che non posso più respirarti… come posso vivere?

(Buon rimanente S.Valentino a tutti)

…spero vi sia piaciuto.

Alla prossima!

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