Una domenica diversa

L’idea è partita ieri sera. Avevo passato un sabato “anonimo”, diviso tra il pulire casa, la visione di qualche dvd, un pò al computer. Insomma, il mio “classico” fine settimana. Noioso, piatto, senza emozioni particolari. Poi, il “colpo di grazia”: mentre giocavo di ruolo su internet, la player con la quale ruolavo sparisce di punto in bianco e dopo averla attesa più di mezz’ora, mi è arrivata una sorta di strana inc*******a violenta. Mi sono come sentito solo senza effettiva ragione, tanto da farmi sbottare un qualcosa tipo “Mi sono rotto di queste cavolo di chat!”. Avevo decisamente bisogno di contatti umani “reali”, che non potessero sparire da un momento all’altro.

Stamattina mi sono svegliato con un’idea. Non volevo rimanere a casa. Erano le 7 di mattina, accendo un attimo il computer e guardo gli orari dei treni. Il treno per Reggio Calabria partiva dalla stazione alle 08:26. Siccome più ci penso, meno faccio le cose…. il tempo di stendere i panni sullo stendino, farmi una docca rapida e mettermi nella borsa a tracolla “da vagabondaggio” una bottiglia d’acqua ed il libro “La svastica sul Sole” di Dick (comprato tempo fa e ancora vergognosamente non letto)… e via! Verso la stazione a comprare i biglietti e partire prima di cambiare idea.

Va tutto bene. Arrivo con discreto anticipo, faccio il biglietto di andata e ritorno allo sportello, il treno arriva e parte in orario… e alle 10:00, eccomi a Reggio! Poi, visto che a Reggio ho anche un amico al quale avevo sempre detto che sarei passato a trovare prima della fine della mia ferma, lo chiamo al telefono. Non solo lo trovo, ma passiamo anche la mattinata a camminare per le vie di Reggio a chiacchierare del più o del mano, con lui che mi fa persino da cicerone. Poi, è costretto ad andare via, più o meno verso le 13:30, per lavoro. Lo saluto, mangio qualcosa e mentre aspetto le 17:05 (orario di partenza del treno), riprendo a muovermi.

Premessa: a Reggio c’ero già stato un’altra volta, in compagnia dei miei genitori. Sebbene la città in sè non mi aveva impressionato più di tanto… ero rimasto letteralmente abbagliato da due cose. Che naturalmente sono andato a vedere, adesso che ero da solo.

La prima: il lungomare. Adoro il lungomare. Una lunghissima passeggiata bianca a ridosso del mare, percorsa da una fiumara di persone, chi solo a passeggiare, chi a fare footing, chi a portare a spasso i cani (non potete sapere quanti cani al guinzaglio ho visto oggi XD). Poi… l’aria di mare, il rumore delle onde, persino il vento leggermente teso. Mi sono seduto per un’oretta su una panchina al Sole a leggere con tutta tranquillità il mio libro. Una bellissima atmosfera.

La seconda: il Cippo marmoreo di fronte alla “Arena dello stretto”. Monumento con la statua della dea Athena e dedicato a Vittorio Emanuele III. Da lì, mi sono rimesso come la volta prima a guardare dall’altra parte dello Stretto, ad osservare la Sicilia. Mi ha colto ancora una volta una sorta di romanticismo, come se fossi arrivato ad un limite e potessi vedere al di là di questo limite anche un nuovo inizio, una nuova terra da affrontare e visitare. Ok, forse le frasi sono banali, ve lo concedo ^^” ma il pensiero non lo è. Mi sentivo… ispirato. Mi sono sentito davvero bene.

Sono tornato a casa. Mi fanno un pò male le gambe, ma di questo sono felice. Anche se stanco. magari… sabato prossimo…

Speriamo.

Alla prossima!

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