“… e la legge morale dentro di me” [cit.]

Beh, non capita tutti i giorni di usare addirittura le immortali parole di Kant (e tra parentesi, anche io un giorno dovrò trovare una frase d’effetto da scrivere sulla mia lapide… però, con calma XD)

Però, c’è un motivo. Ieri mi è stato chiesto di fare… lezione ^^” Il figlio del mio padrone di casa, 17 anni, doveva fare un compito in classe di filosofia su Kant… e visto che ho una laurea in Lettere e Filosofia (non ricordo quando gliel’ho detto, ma lo sanno) il padre mi ha chiesto se potevo gentilmente dargli una mano. Io avevo ben poco tempo, ma ho accettato.

Allora, chiarito il fatto che non mi ricordavo benissimo il filosofo in questione… il ragazzo mi ha chiesto di dargli una mano almeno a capire quello che leggevamo. Ok, non c’è problema. Leggiamo un pò dal suo libro e un pò dalla wikipedia. E da quest’ultima leggiamo la frase che dà il motivo all’intervento:

“L’uomo si ritrova così ad appartenere a due mondi: in quanto dotato di sensi, egli appartiene a quello naturale, e perciò è sottoposto alle leggi fenomeniche di causa-effetto; in quanto creatura razionale, però, l’uomo appartiene anche al cosiddetto noumeno, cioè il mondo com’è in sé indipendentemente dalle nostre sensazioni o dai nostri legami conoscitivi, e perciò in esso egli è assolutamente libero, di una libertà che si manifesta nell’obbedienza alla legge morale che lui stesso si è dato.”

Per fargli comprendere l’ultima frase (quella in grassetto) gli ho fatto un esempio stupido ma che potesse capire. Avete presente le “scopamiche/trombamiche”? (esiste naturalmente il termine al maschile). Per chi non lo sapesse, sono amiche con le quali si fa sesso. Gli dissi che tempo fa discussi della loro esistenza con un mio amico, con le quali invece aveva a che fare (con piacere, aggiungerei). Gli parlai del fatto che per me questo genere di amiche non sarebbero mai esistite, perchè… credo di avere un concetto più “romantico” nelle relazioni con l’altro sesso. Oltre al fatto che sesso senza amore per me non ha senso. Il mio amico, dal lato suo, sosteneva che non era nulla di male, entrambe le persone erano consenzienti e sicuramente entrambe ne traevano un certo appagamento XD. Bene, tornando alla mia “lezione”, gli spiegai che questa poteva essere una mia sorta di “legge morale”, una legge che avevo avuto la libertà di scegliere io e al quale mi attenevo scrupolosamente.  Il ragazzo mi fece notare che però quella era più una prigione che la libertà. E io gli risposi che in realtà era la mia più grande libertà, per io stesso avevo scelto di “chiudermici” dentro.

Perchè in fondo, la Libertà è la possibilità di scegliere cosa fare E la possibilità di scegliere cosa NON fare. Il ragazzo, divertito, mi dice che allora si può scegliere anche di essere ignoranti. A me viene da ridere, perchè per qualche motivo mi ricorda Socrate (che sapeva di non sapere) e prontamente gli rispondo per le rime:

“Certo, sei libero di scegliere anche questo. Ma almeno, spero tu abbia l’accortezzza di scegliere bene in quale gabbia chiuderti. Perchè poi… devi comunque affrontare le conseguenze della tua volontaria prigionia. Non c’è niente di peggio di soffrire per una propria scelta consapevole…”

Mi avrà ascoltato? E soprattutto… avrà continuato a ripassare da solo anche quando me ne sono andato? XD

Alla prossima!

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