Notizie dal mese maledetto

Non starò qui a ricordarvi che il periodo di Agosto è per me un periodo davvero bastardo. Una volta per un certo tipo di motivazioni, adesso perchè la stragrande maggioranza del mio lavoro si concentra in quel mese e nel mese di Luglio. Unite a ciò il fatto che la stessa Capitaneria si svuota per effetto di licenze ed affini… poche persone si ritrovano il lavoro triplicato a causa di chiamate ed emergenze varie. E potete tranquillamente immaginare il carico di stress che si accumula.

A ciò, io unisco in questo periodo anche un’altra problematica: sono venuti a trovarmi i miei genitori, e sono stato presente in casa si e no la sera dopo le 20, a causa del lavoro che si è improvvisamente moltiplicato. Non mi dicono niente, si rendono conto che è il tanto lavoro… ma so che vorrebbero stare un pò con me e non possono. Giusto domenica sono riuscito a dedicare loro tutta la giornata… ed è stata una buona giornata, passeggiando per i boschi del Parco Nazionale della Sila. Ma domani se ne andranno, ed il bilancio sarà comunque in pesante passivo.

In ambito lavorativo è successo un fatto particolare, che se da una parte mi ha dato DAVVERO sui nervi, dall’altra dopo quasi mi ha fatto venire da ridere: sono stato bloccato per fare dei controlli simil posti di blocco che mi hanno tenuto ben oltre il tempo stabilito di lavoro. Non ero per niente felice, ma siamo militari e gli ordini si rispettano. Insomma, per le 19 mi viene detto che si poteva rientrare quindi al massimo della mia velocità torno in Capitaneria e mi preparo ad andare via… ma vengo fermato dalla mia superiore, nonchè colei che ha ideato questa specie di controllo (con annesso il mio posto di blocco) che mi dice di tornare immediatamente al mio posto di prima. Io sono molto nervoso, ma lei riesce davvero a farmi perdere la pazienza: prima mi domanda “C’è qualcosa che non va?” con una vocetta del tipo “Lo so che non sei d’accordo, ma voglio che tu me lo dica così posso cazziarti” e quando le faccio notare la mia situazione della famiglia che mi aspetta a casa, con fare quasi strafottente mi mostra le stellette, sottintendendo l’assioma “Siamo militari, DEVI rispettare gli ordini e io sono una tua superiore”. Io me ne sono andato a fare la guardia FURIBONDO, lei mi ha minacciato di farmi rapporto se le rispondevo in quel modo la prossima volta… e la serata poi è andata avanti comunque. Vengo a sapere oggi che è stata pesantemente cazziata dal mio comandante per diverse mancanze e per il fatto di aver “sfruttato il personale oltre i limiti del consentito”. Sono contento? Ni. SE lo merita sicuramente, ma questo non mi ridarà il tempo perduto. Gioire delle sue disgrazie non mi serve a niente, alla fin fine.

Poi, in questi giorni frenetici, quando ho avuto tempo per pensare mi sono reso conto che una mia amica (chissà se posso più chiamarla in questo modo) per l’ennesima volta non si è più fatta risentire. Tenendo conto dei miei impegni, ho cercato di contattarla, con risultati già visti e soprattutto già vissuti in precedenza: telefono che squilla a vuoto, e nemmeno un tentativo di ricomunicazione da parte sua. Avevo già messo in chiaro la faccenda l’ultima volta, e avevo ricevuto rassicurazioni a riguardo. Tutto inutile, a quanto pare. Ora, dipende da me. Per coerenza (e te lo dico qui, perchè so che sei o eri una delle poche persone che leggeva il mio blog) dovrei mandarti a quel paese in modo definitivo e chiudere ogni discorso con te. Visto che l’unica cosa che ho ricevuto è mancanza di rispetto che non merito. Poi… se avrò tempo, forse farò qualcos’altro. Una cosa in mente ce l’ho… ma devo sempre tener conto dei miei impegni.

Però, una cosa positiva in effetti c’è. Non è nemmeno una cosa “reale” (nel senso che succederà sicuramente) ma qualcuno ha balenato l’idea di passarmi a trovare. Niente di certo, anzi tutto molto fumoso… ma se quella stessa persona ha sempre detto di non avere il tempo per farlo, e adesso anche un semplice spiraglio a malapena luminoso diventa molto gradito.

A volte ci si attacca davvero a qualunque cosa che possa darci la speranza di farci sorridere almeno una volta alla fine della giornata…  non so nemmeno se cadere così psicologicamente in basso sia negativo o abbia anche risvolti positivi. E’ come essere fragili, pronti a rompersi… ma assorbire ogni cosa positiva con una specie di brio particolare. Un pò come i bambini, che sono contenti anche per poco.

Come finirà questo mese?

Alla prossima.

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