Archivio mensile:giugno 2012

Elogio alla resa

Un intervento semi-serio. Forse ^^”

E’ curioso come ultimamente la mia vita, come quella delle altre vite che mi girano intorno, sia avvolta da un particolare ottimismo. Un ottimismo dettato più dalla disperazione che dall’effettiva fiducia per il futuro. La gente spera ardentemente che le cose migliorino, decide di resistere eroicamente ad ogni vessazione, ogni cosa che le va storta, ogni momento davvero negativo… con la speranza (non confermata in alcun modo) che se riesce a resistere avrà la propria soddisfazione personale. Quell’evento positivo che varrà tutta la negatività ricevuta fino a quel momento.

Dopo quello che ho appena scritto, mi domando: la resa è così brutta? Arrendesi è così sbagliato in fondo?

Il futuro in fondo è un abile illusionista. E’ capace di farci vedere cose meravigliose, di farci anche solo odorare mondi fantastici. Ma rimangono solo illusioni. Noi non viviamo certo nel futuro, ma nel solido e fin troppo realistico presente. E lo sappiamo tutti: vivere il “qui e ora” è complicato.

Quindi esorto tutti i lettori ad arrendersi al presente. Il futuro è un truffatore, e se non avete un presente che vi dà qualche minima soddisfazione come potete pensare che più avanti le cose andranno bene? Non c’è niente di peggio che morire di speranza. Anche perchè… e questo sarebbe il colmo… si rischia di morire con il pensiero che le cose andranno bene. Almeno in un’altra vita. Pensate se non esistesse un’altra vita.

La gente fa sempre lo stesso errore. E ormai lo noto sempre più spesso. Allora ve lo ripeto, farò la vostra voce interiore che ormai non ascoltate più: senza costruirvi un presente non ci arriverete al futuro. Domani non cambierà nullla, non ci sarà il “grande miracolo”. Arrendetevi al fatto che siete costretti a vivere adesso, con tutti i problemi che la cosa porta con sè. Ma forse, se vi fermate un attimo e aguzzate la vista, potete sempre scorgere nel vostro mondo i segni del cambiamento. Quello stesso cambiamento che un giorno farà dire a qualcuno (che non vi conosce) “Ehi, ma è incredibile!” e a chi vi ha seguito “Alla fine ce l’hai fatta”

Il Vagabondo riprende il suo cammino tra la polvere e vi saluta.

Alla prossima.