Occasioni nate da un pò di follia

Era cominciato tutto il sabato, verso le 6 di sera. Ero in casa, non stavo facendo praticamente nulla ed ero fisicamente piuttosto debole, un misto di forte nausea e mal di testa. Stava diventando un fine settimana “classico”, di quelli che passano senza scosse fino al lunedì. Ma alle 6 di sera mi chiama il mio collega di lavoro Marco, che mi fa una proposta: partire alle 7:30 di sera per andare a farci una passeggiata sul lungomare di Reggio Calabria. Non è che fosse il massimo, ma forse era il meglio disponibile e comunque si stava in buona compagnia. Nonostante non stessi così bene, accetto.

Mi passa a prendere con la macchina alle 7:30 di sera e quindi partiamo. Ora, non so se voi avete mai percorso la Salerno – Reggio Calabria, ma soprattutto l’ultimo tratto è dissestato così tanto che sembra ci sia passato un tornado. Durante questo tragitto in macchina, io e Marco chiacchieriamo. Siamo entrambi stanchi, entrambi lavoriamo tanto e sappiamo entrambi benissimo che fare un giro per Reggio non servirà a niente. Ma… cosa possiamo fare? Lui stesso, scocciatissimo e abbattuto, mi dice: “Fosse per me, farei una pazzia e me ne andrei a Catania. Quella si che è una bella città…”

Quella frase è stata il punto di svolta. Io la ascolto, mi accendo e replico immediatamente “E perchè no? Tanto domani è domenica…”. Anche lui sembra risollevarsi di colpo, e mi domanda “Giovanni, devo chiedertelo… sei sicuro?” Ormai non si tornava più indietro. Annuisco. E senza pensarci troppo, e colti da una strana frenesia, arriviamo a Villa San Giovanni, ci imbarchiamo sul primo traghetto e… la Sicilia e Catania sono state raggiunte. *_*

Se parlassi di quello che poi abbiamo fatto in meno di 24 ore… e delle persone che ho (re)incontrato… dovrei aprire 2 post a parte (il secondo dei quali molto lungo). Mi concentro sull’argomento principale. Il momento della scelta folle è stato un momento meraviglioso. Non si è pensato troppo alle conseguenze, non si è pensato a chi non avremmo avvertito o dei problemi legati all’alloggio. L’importante era essere lì, osare e fare un “salto nel vuoto”. Il rischio di una sfacchinata inutile era alto… ma sono state ore ME-RA-VI-GLIO-SE. Il destino aiuta gli audaci, a quanto pare… una cosa che io non ricordo spesso. Ma vorrei che anche altre persone di mia conoscenza se ne ricordassero, ogni tanto.

Alla prossima!

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