Onestà… o scarsa “collaborazione”?

E’ destino: ultimamente io e i miei genitori siamo capaci di litigare anche per le piccole cose. Non è cosa che mi piace, ma a volte mi incaponisco sulle mie posizioni come i miei genitori nelle loro… e tutto finisce a scatafascio.

Stavolta tutto è partito da… una lasagna. Il giorno del mio ritorno nella sperduta Calabria per lavoro, prima della partenza per pranzo mi prepara un bel piatto di lasagne. Io sono una buona forchetta, e mia madre cucina benissimo… quindi potete ben immaginare quanto fossi contento. Ma il problema è sorto poco dopo aver finito di mangiare.

Mia madre mi chiede se voglio portare con me una porzione di lasagne, almeno per il pranzo del giorno dopo. E mentre me lo domanda, comincia a mettere la porzione all’interno di un contenitore. La mia risposta è stata “no” e subito ho motivato la cosa: ho detto che quando è fredda la stessa lasagna non è più buona e quando la riscaldo non sa di niente. E quindi, pur ringraziando mia madre, le ho chiesto se mi faceva un panino. Potevo io sapere che dire queste parole avrebbe scatenato la violenta reazione….

… di mio padre? Ebbene si. Mi aspettavo una eventuale replica piccata di mia madre, ed invece lei stessa ha mantenuto la calma e ha solo chiesto altre motivazioni. Mio padre invece è scattato, dandomi del maleducato (??) e dicendo che se mia madre aveva fatto la lasagna e me l’aveva donata, dovevo solo accettare “e zitto” (????).

La mia risposta? Non capivo la sua reazione. Certo, nel caso qualche ospite mi facesse dono di qualcosa, anche se la cosa non mi piace, lo accetto perchè in quel caso possono non sapere i miei gusti e quindi aprrezzo il pensiero. Ma nel caso sia dei miei genitori, o dei miei amici (categorie con cui ho spesso a che fare) cerco di essere il più onesto possibile e dire loro cosa mi piace e non mi piace.

Bene. Io la chiamo onestà. Mio padre invece la definisce “non essere accomodante” oppure “Scarso spirito collaborativo”. A me sembra la cosa giusta da fare, mio padre mi definisce poco diplomatico.

A volte ammetto di non capire i miei genitori. Oppure direttamente il mondo. Io sono per stare tranquillo ed evitare i conflitti, ma non si può concordare sempre e comunque con il “pensare comune” (altra frase detta da mio padre)

Alla prossima.

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