Perdere le parole

Quando ho frequentato l’Accademia Navale, in quei 3 mesi non potevo fare molto essendo gli orari rigidamente stabiliti dal Comando. Gli unici momenti di relativa libertà (relativa perchè non si era proprio liberi di fare tutto) erano nei giorni di libera uscita, ovvero giovedì sera dopo le 20:30, sabato dopo 16:30 e domenica dopo le 12:30. Ad essere sinceri, questi giorni venivano usati soprattutto per dormire (eravamo stanchi morti e riposavamo relativamente poco in Accademia) e per parlare con i propri cari (penso di non aver mai usato messenger ed il telefonino con tanta “intensità” come in quel periodo). Ma ricordo che una domenica ho sentito l’impulso di fare altro. Memore di una lettura di Lucarelli fatta prima della mia partenza, mi imbucai in una libreria aperta lì a Livorno e comincia a cercare per un libro. Lo trovai, lo comprai e lo misi nella mia cartellina. Lo portai all’interno dell’Accademia e nei momenti di pausa tra una lezione e l’altra, se non c’era altro da fare, cominciai a leggerlo. Ricordo di averlo finito in poco tempo, e che poi lo regalai ad una mia compagna di corso che sembrava apprezzare sia il genere che l’autore.

Faccio questo preambolo per chiarire il problema che mi affligge in questo periodo calabrese. Non tocco un libro dall’episodio che vi ho raccontato sopra. Anzi… diciamo che ci ho provato, ma dopo una decina di pagine ho smesso. Cosa c’è di sbagliato in ciò? Qualcuno tempo fa, quando ancora andavo all’università, mi disse che si può vivere tranquillamente anche senza essere lettori. E infatti… vivo.

Ma il problema è tornato ieri sera, mentre chiacchieravo al telefono con mia carissima amica. E’ una persona molto intelligente, quindi spiegava i suoi concetti usando un ampio raggio di vocaboli. Parole che naturalmente capivo senza problemi (non sono stupido, anzi credo che il mio cervello se adeguatamente motivato funzioni discretamente bene) ma… non riuscivo a fare lo stesso. Quale è il dramma? Una volta, quando ero un divoratore di libri, avevo una capacità di “spiegazione concetti” ampia e variegata, tanto che molti miei amici dicevano “Si vede che sei una persona che legge”. Ma ieri sera mi sono sentito quasi “inadeguato” a sostenere la conversazione, come se non fossi più capace di usare correttamente tutte le parole che conosco.

Sento come se mi stessi imbarbarendo, regredendo ad uno stato precedente a quello raggiunto dopo tante letture e tanta fatica. E non posso farci nulla, al momento. Lo studio per l’università in realtà mi stressa fin troppo, mia madre ci mette il carico da novanta quando si rende conto che non riesco a leggere “cosa utili” e ho di conseguenza il rifiuto inconscio di toccare qualunque libro. Le parole si affollano nella mia testa, ma sono sfocate, sbiadite e quasi non riesco più a leggerle. Si stanno dissolvendo nel nulla, e la mia mente è ancora piena ma come di fumo.

Mi sforzerò di rimettere mano alla raccolta di racconti di Edgar Allan Poe con la speranza di non far seccare la “piantina malata”. Ma fino a quel momento… spero di non raggiungere un punto troppo basso.

E alla fine mi tocca ringraziare il mio blog, se ancora scrivo qualcosa e quindi riesco a mantenere un minimo in allenamento il mio piccolo cervello ^^”

Alla prossima.

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