Archivio mensile:dicembre 2010

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Galleggio in un mare immobile dove il tempo si è arrestato.

I miei sensi scivolano tra i flutti. Non mi appartengono più.

Il mio corpo si immerge nell’ignoto, dove l’anima mi cerca da tempo.

Sbeffeggio il buon senso, pur consapevole di perdere.

Abbraccio l’incoscienza. L’unica che mi capisce.

Una delle tante giornate no

A volte mi alzo la mattina e mi sembra di svegliarmi in una sorta di universo parallelo. Un universo nel quale tutto quello che desidero NON si avvera. Non si è mai avverato e non si avvererà MAI. Allora vivo la giornata con profonda rassegnazione. Tutto si ripete con estrema esattezza. Gli stessi gesti, le stesse situazioni, gli stessi ammorbanti dialoghi. Di solito accusatori o carichi di insinuazioni. E quando sono in giro e vedo persone che vivono quello che vorrei vivere io.. almeno per una volta… mi sento riempire di invidia e caricare d’odio. Dura tutto pochissimo, perchè interviene il mio airbag mentale che spegne tutti i fuochi. Ma uno volta spento, il fuoco lascia una cenere di profonda desolazione.

E allora alla fine mi riaddormento. Sperando che il domani mi sorprenda.

Non lo fa mai.

Concerto e sabbie mobili

Stamattina mi sono svegliato con il quasi perfetto ricordo del sogno che ho fatto prima di svegliarmi. Sogno… bizzarro. Sarei tentato di dire che è il classico sogno senza senso (ne faccio molti così) ma c’è un qualcosa che mi dice che è più profondo di quanto possa immaginare.

Sogno che il mio amico Marco (nato il mio stesso giorno) mi invita ad un concerto dei Subsonica. Non che sia un fan, ma visto che è stato gentile e visto che il concerto ci sarebbe stato proprio il giorno del nostro comune compleanno, accetto. Dice che porterà un amico (non dicendomi chi) e di farmi trovare in un dato posto ad una data ora.

La sera del giorno precedente il nostro compleanno, mi presento in anticipo ed aspetto. Anche lui è in orario: arriva con una macchina molto vecchia (forse l’auto che guidava prima di usarne una nuova) e il suo navigatore è… Earl. Si, il protagonista della serie televisiva “My name is Earl”. Mi sembra strano, ma nel sogno non dico nulla. Mi accomodo dietro e nel sogno domando dove avverrà il concerto. Marco mi dice che ci sarà sull’Appia antica… ma non è possibile. E’ un posto troppo stretto per un concerto.

Ed invece il posto è diventato immenso. Ed è strapieno di persone, con un palco enorme. Riusciamo miracolosamente a parcheggiare lì vicino, e quindi ci godamo tutti e 3 il concerto. Dura tantissimo: comnciato circa alle 8 di sera, alle 5 del mattina il cantante congeda tutti.

Ora sorge un altro problema. Tutti i fan stanno andando via tutti insieme. Risultato? La cittadina è COMPLETAMENTE intasata. Le strade bloccate, i colpi di clacson incalcolabili. Allora Marco decide di prendere di nuovo L’Appia antica, ma stavolta dalla parte opposta. “Sarà un tragitto un pò più lungo, ma almeno ci metteremo meno tempo”.

Partiamo. E anche stavolta… la stradina (che non può essere percorsa in macchina ^^”) diventa immensa. Sconfinata. Una enorme distesa pianeggiante costeggiata qua e là da cespuglietti. Sembra quasi un deserto. E sembra non finire mai. Comincia anche a fare caldo, con degli strani effetti ottici di sfocatura. Earl non sembra tanto sicuro “Dobbiamo stare all’erta. Qui ci sono molte sabbie mobili”. Questo mi preoccupa, ma non faccio in tempo a dire nulla perchè Marco inchioda. Ed evita proprio una piccola sabbia mobile. E fa così anche un altro paio di volte. Ma non ci riesce sempre: ad un certo punto ci finiamo proprio dentro. Anche se in modo stranissimo: all’inizio sembra un terreno solidissimo, poi all’improvviso le ruote cominciano a slittare e ci troviamo impantanati in una grandissima sabbia mobile.

A questo punto Marco ed Earl non si fanno prendere dal panico. Con calma si slacciano la cintura (mentre la macchina sprofonda sempre di più) ed escono abbassando i finestrini. Io ho qualche difficoltà in più, perchè sono bloccato dai sedili che all’inizio non riesco a piegare in avanti. Riesco ad uscire per ultimo, dopo essere stato completamente sommerso (sotto sembra quasi acqua verde collosa) e una volta con la testa fuori dall’acqua vedo che i miei due compagni di viaggio si stanno allontanando. Senza aspettarmi o assicurarsi delle mie condizioni.

Ci rimango malissimo, e decdo di nuotare nella direzione opposta alla loro: in pratica, fare la strada all’indietro per tornare al luogo del concerto. Ma ci metto un pò ad arrivare, e soprattutto arrivo facendomela TUTTA a nuoto. Come se tutto il terreno solido di prima non fosse mai esistito. Quando esco, mi sta aspettando una coppia di persone. Un uomo di almeno 70 (ma ne dimostrava molti meno) e una donna (forse la moglie) di qualche anno di meno. Tutti e 2 vestiti di bianco. Lui ha tra le mani una chiave. E mi è incredibilmente familiare, anche se non capisco perchè. Mi sorride e mi dice “Ragazzo, forse questa macchina potrà aiutarti a tornare a casa” e mi dà le chiavi… della mia Uno!

Come fa ad averle lui? Lo guardo con ancora più sospetto, ma lui sembra così tranquillo e ha quell’aria rilassata. E mi sorride, seguito dalla moglie (di cui purtroppo non sono riuscito a conservare immagini mentali) e aggiunge “Non farti tradire dall’apparenza. E’ una macchina forte. Magari ci metterà un sacco di tempo, ogni tanto singhiozzerà… ma mi ha sempre portato dove volevo”. E con la mano le accarezza dolcemente il cofano. “Buona giornata, figliolo” e la coppia se ne va.

Il mio sguardo si sposta dalla macchina (che più guardo più sembra la mia Uno) alla coppia che si allontana. C’è un particolare che mi sfugge, e proprio non capisco cosa. Ma prima che possa fare un qualsiasi ragionamento… mi sveglio.

Delirio o messaggio nascosto?

Alla prossima.

Ahhhh… l’amore *_*

Oggi volevo giusto scrivere qualcosa. Ma purtroppo, il primo intervento che avevo pensato di scrivere era di natura piuttosto controversa (trattava di fede e dintorni) e sono sicuro che sarebbe sfociata in polemica (ho diversi motivi per lamentarmi dei modi dei miei genitori, e sicuramente sarei andato, volontariamente o meno, a parare da quelle parti). E invece.. sorpresa! Sarà un’intervento sull’amore… diciamo così ^^”

Premessa: io e l’amore siamo 2 entità non distinte ma sicuramente separate. Da Kilometri di distanza. Chissà cosa gli avrò fatto di male… ci metto un sacco a raggiungerlo, e quando è vicino fugge a gambe levate. Da questo potete anche capire che in questo campo il mio atteggiamento è quasi rassegnato. Al peggio. Almeno in questo periodo non mi aspetto di reincontrarlo più per un bel pò. Però lo ammetto… in fondo in fondo rimango un romantico.  Ma comunque vada, non lo aspetto. Mi sono abbastanza stufato di stare male ^^”

A volte, nei momenti peggiori, arrivo a pensare che non esista. O sia solo per tipi fortunati, svegli e che sanno cogliere l’attimo. 3 doti che non mi appartengono XD. E sempre in questi momenti bui, mi domando: ma vale davvero la pena di provare un forte sentimento per qualcuno?

Stasera sono passato per la fumetteria che sta vicina alla sede giornalistica con la quale collaboro. Un posticino tranquillo, frequentato da giocatori di Magic e Yu-gi-ho! (due giochi di carte). E sono un buonissimi rapporti con i gestori del locale, un uomo e la sua ragazza. Soprattutto con lei faccio sempre 4 chiacchiere e un pò di risate. ^_^ Comunque, mentre chiacchiero con lei di un film che entrambi abbiamo visto, vedo una scena che.. si ricollega allo scopo dell’intervento ^_^

Entra una ragazza nel locale. Minuta, piuttosto carina, con quel fare timido e riservato. Lancia uno sguardo di diversi secondi ad un ragazzo presente lì già da un bel pò (che inizialmente non sembra ricambiare) e compra un fumetto. Il ragazzo dopo qualche secondo sembra riprendersi da una sorta di trance, spalanca gli occhi quasi allarmato e subito si dirige verso la ragazza che se ne sta andando, abbordandola con un: “scusa, possiamo fare 2 chiacchiere?”

Una volta fuori i 2, la proprietaria chiude la porta e subito mi rivela una specie di grande segreto. Avevo già notato che c’era qualcosa tra i 2, ma lei finisce di illuminarmi. Mi racconta che la ragazza passa per la fumetteria una volta a settimana, ma a volte ci mette anche più tempo. Qualche tempo prima il ragazzo ha visto la ragazza entrare ed era rimasto.. fulminato. E questa espressione tra lo sconvolto ed il sognante (che avevo visto anche in quell’occasione) si ripeteva ogni volta che la vedeva entrare. Ma, ahimè!… la timidezza era fortissima, e lui non si era mai fatto avanti. Si era confidato con gli amici che frequentano quella fumetteria, e loro avevano preso il “toro per le corna” al posto suo. In pratica una sera avevano “costretto” il loro amico almeno a salutarla. I risultati si erano visti quasi subito: la ragazza “incredibilmente” da quel giorno ha aumentato le visite alla fumetteria (fino a 3 volte la settimana) ma per uno strano gioco del destino non erano mai riusciti ad incontrarsi. Oggi si era presentato la mattina presto alla fumetteria e aveva dichiarato: “Oggi lei passerà, me lo sento. Posso stare qui?”. E aveva aspettato dalle 8 del mattino alle 7 di sera, sempre lì, sempre seduto allo stesso posto, sorretto da una sorta di fede incrollabile. Che alla fine è stata ripagata.

L’ho immediatamente giudicata una storia bellissima e dolciosissima. Sono rimasto lì a chiacchierare per un pò, e alla fine il ragazzo è rientrato nella fumetteria e ci ha fatto capire come è andata. Ed è stata un’altra scena meravigliosa. Sguardo sognante. Ha detto che si sono messi a parlare un pò di tutto, ma la maggior parte delle volte non gli venivano le parole, incantato com’era. Ed era convinto di aver fatto la figura del cretino.

E’ nel vedere queste piccole storie che la mia speranza e il mio ottimismo aumentano. Si… direi che l’amore (possibilmente ricambiato) sia qualcosa che tutti dovrebbero provare. E in risposta alla domanda iniziale… si, ne vale decisamente la pena. Per quanto dolorosa la cosa cosa possa diventare.  La gioia che è possibile raggiungere nella migliore delle ipotesi è qualcosa di impagabile ^_^

Alla prossima!

Una cosa “da me”

Guardavo con mio fratello “Million Dollar baby” (un bellissimo film , che consiglio a chiunque di vedere… magari evitando di farlo quando si è depressi ^^”). Ad un certo punto del film, per andare in un certo punto, il manager chiede alla pugile come ci vuole andare: in aereo o in macchina? Lei (entusiasta per il fatto che per una volta è lei a scegliere) sentenzia:

“Andata aereo, ritorno macchina.”
“Ma che razza di decisione è mai questa???”
“Così ho deciso”

IO sghignazzo. Mio fratello si volta verso di me e dice canzonandomi: “E’ proprio una decisione alla Giovanni”. Poi ci penso e… si, probabilmente avrei preso la stessa decisione. XD

Alla prossima!