Archivio mensile:marzo 2010

Botta e risposta

 
Quello che sto per scrivere è vero, e non mi importa se io e il mio amico passeremo per idioti. Anche perchè… lo siamo XD
 
*Squilla il mio telefonino*
 
"Pronto…"
"Bella Johnny, sei meglio tu!"
"Questo lo sapevo già"
"A posto. Ciao.."
"Ciao…"
 
*Chiudo la conversazione*
 
… naturalmente mi richiama un secondo dopo e rimaniamo a ridere come cretini per almeno 5 minuti buoni. XD E’ stato meraviglioso per 2 motivi:il primo per la velocità di botta e risposta, e la seconda perchè io avrò anche scherzato, ma lui ha continuato in modo così naturale che tutto è stato surrealmente perfetto XD
 
Alla prossima!
 

Tartaruga Mannara (giorno 3)

Mercoledì
 
E’ da quando mi sono svegliato che penso al fatto che ho solo 2 giorni per ripassare latino il più possibile, ed anche adesso che sono in classe e la professoressa di Filosofia sta spiegando Hegel in realtà mi trovo avanti nel tempo, dopodomani per la precisione, e già mi vedo pallido e con la tremarella mentre balbetto qualcosa di vago riguardo alla 5° declinazione e la professoressa scuote la testa con aria delusa e mi mette 4 sul registro. E non riesco a pensare ad altro. Quella di Filosofia si accorge che non sto seguendo e mi fa il cazziatone. Bene, ci mancava solo questa!
La ricreazione per lo meno mi permette di starmene un pò da solo. O meglio, questo è quello che vorrei…
"Ti ho trovato!"
Non ho nemmeno bisogno di alzare la testa che aveva appoggiato sul banco per sapere chi è.
"… e adesso? Ok, cerchiamo di sembrare tranquilli e di sorridere"
"Tu non sai sorridere, non te lo ricordi?"
Alzo la testa abbozzando una sorta di orribile smorfia che dovrebbe essere un sorriso… ma stavolta non mi serve. Giulia sembra essere al settimo cielo e praticamente non si accorge di me. MI comincia a raccontare che i suoi genitori le hanno promesso una gita in una capitale europea se riuscirà a prendere 7 in tutte le materie, e lei mi sta raccontando quali città sceglierebbe. Mi tranquillizza il fatto che praticamente mi stia escludendo dal discorso e stia parlando da sola, e posso anche ogni tanto darle qualche suggerimento. Sono 10 minuti di "intenso stordimento", prima che mi saluti e torni in classe.
"E’ la tua fidanzata?"
Giorgio, mio compagno di classe, che mi fa questa domanda mentre si divora la pizzetta rossa che ha comprato al bar. Diciamo che lui è nella categoria "sfigati" della classe (sono presente anche io lì dentro) e viene preso in giro per la sua mole un pò troppo rotondeggiante. Anche se sinceramente non l’ho mai visto arrabbiarsi. Li ignora. Come fa? Beato lui. Non è proprio mio amico, ma è una persona intelligente e ogni tanto abbiamo scambiato 2 chiacchiere.
"No… ma quale fidanzata… è solo una mia amica dai tempi delle elementari…"
Giorgio mi ascolta senza dire una parola o fare un gesto.
"… ci conosciamo da così tanto tempo… siamo molto legati… insomma, ci raccontiamo sempre tutto… quasi non abbiamo segreti…"
"Ti sei mai messo insieme a lei?"
"Beh… no…"
"… praticamente sei come l’amico gay di una ragazza."
Il fatto è questo. Ho pensato anche io a questa cosa, alcune volte. Ma un conto è che siano solo miei pensieri… e quindi posso darmi dell’esagerato o del paranoico… e un conto è che qualcuno esprima esattamente quello che tu hai sempre pensato. E allora ti rendi conto che forse non è solo paranoia. Dio… che mazzata…
 
 
E’ ormai tardi. Sono le 10 di sera e sono ancora sopra i libri di grammatica latina, sperando che prima o poi le nozioni si decidano ad entrare nella mia testa bacata. Ma nulla… nulla… nulla! Poggio la fronte sulla scrivania e la mia testa ormai non connette più. Depressione ai massimi livelli. Voglia di fare qualcosa: 0. Voglia di continuare: 0… ma DEVO continuare per forza.
Guardo il corridoio… e vedo mia madre. Sta pulendo per terra con la scopa e nel mentre canticchia un motivetto allegro che avrà ascoltato alla radio stamattina. E’… felice. O per lo meno allegra. Quando mia madre è tranquilla, sembra un’altra persona. Una specie di angelo. Quasi riesco a percepire il suo buonumore. E nello stesso momento, penso:
"… ho voglia di coccole…"
"…mamma."
Troppo piano, non mi può aver ascoltato. Infatti continua a fare quello che stava facendo.
"…mamma".
Più forte, stavolta si ferma e mi guarda, sorridendo.
"Che c’è?"
"… sai che se gli racconti che stai male per latino, potrebbe pensare che non hai voglia di studiare e si arrabbierebbe? Vuoi davvero far sparire il suo sorriso?"
"… no, niente"
Mia madre continua a fare quello che stava facendo. Io ormai sono definitivamente in tilt.
 

Come un giardino

 
E’ come se ognuno di noi avesse un giardino da curare. A cui dedicare tempo, sudore, lacrime, sangue (a volte). Con la consapevolezza che, sebbene si siano piantati diversi semi, potrebbero non sbocciare mai, non fiorire mai, non ottenere mai frutti.
 
L’immagine che mi sono fatto del mio giardino, almeno nell’ultimo periodo, non è decisamente incoraggiante. Ho diversi alberi piantati, che mi fanno ombra ma dei quali non so mai bene le condizioni di salute. Non ho cespugli, e per quanto mi sia sforzato, non ho fiori. La mia aria è fresca, ma non profumata. Ogni tanto guardo il giardino dei miei vicini e soffro della sindrome dell’erba "più verde". Ma me ne sto zitto, torno al mio angolo personale e riprendo a lavorare. Al momento, è solo fatica e quasi nessuna soddisfazione. Ho il presentimento che il mio terreno non abbia molte sostanze nutritive. Per questo non crescono piante e fiori.
 
Pochi giorni… diciamo che è spuntato un fiore. Improvviso, a dire il vero. E nemmeno così vistoso. Ma… che aria buona che ho respirato! Un profumo intenso ed inebriante. E’ stato per un attimo come essere in paradiso. Come potete notare, ci vuole davvero poco per farmi stare bene XD. Che dire? Sono un sempliciotto, a cui basta davvero poco. Questo è il mio grande vantaggio … e la mia più grande maledizione ^^”. 
 
Ma temo di non essere capace di godere a fondo di queste piccole gioie. Come posso rimanere estasiato da un piccolo evento positivo, se poi chi conosco non ha avuto la stessa mia fortuna? Come posso essere io felice, se non posso portare i semi del mio fiore nel giardino dei miei amici? Che motivo ho di essere felice? Io posso essere felice solo se anche le persone a cui voglio bene sono felici…
 
Alla prossima.

Tartaruga mannara (giorno 2)

Martedì
 
Oggi sono arrivati i risultati del compito di latino. Avevo già il sentore che le cose non sarebbero andate bene, ma si sa… me lo dicono tutti che mi sottovaluto sempre. La professoressa Ferenlini, con quei suoi strani occhialetti che le danno la classica immagine da gerarca nazista anziana, deposita sulla cattedra con la delicatezza di uno scaricatore di porto il mucchio di compiti corretti, e subito attacca la tiritera che questa classe non si impegna, che nessuno la ascolta, che… insomma, le solite cose. Mi stufo io stesso a pensarci. Stavolta aggiunge che non è vero che le sue versioni di Cicerone sono troppo difficili per la classe in cui siamo, aggiungendo con un sorrisetto compiaciuto che qualcuno è riuscito ad andare piuttosto bene.
"Insomma… si sbriga o no?"
Ci chiama uno per volta. E tutti hanno la faccia di coloro che vanno al patibolo convinti che la propria testa verrà staccata dal corpo. In parte è vero: fioccano i 3, i 4, qualche 5 ma pochi. E quando tocca a me, prendo il mio compito senza nemmeno guardarlo. Sbircio solo una volta che ho raggiunto il mio banco.
"…. 5 e mezzo."
Mi aspettavo qualcosa di drammatico da parte mia, nel vedere la votazione. Certo, considerando che l’ultima volta ho preso 4-, direi che alla lunga tutti i corsi di recupero che mi hanno fatto fare i miei genitori… e il mio studio "matto e disperatissimo"… hanno avuto dei frutti. Amari, però. Dovevo prendere almeno la sufficienza. Adesso mi aspetta solo l’interrogazione orale. E lì dovrò andare particolarmente bene. Lo so, prendere 6 e mezzo non sembra un’impresa tanto titanica… ma io ed il latino siamo mondi diversi. Per me è PIUTTOSTO difficile. Eppure… l’importanza che sto dando al risultato del compito è pari a quella che darei ad una cacca di mosca.
Forse perchè la mia attenzione è attratta da un’ esclamazione di trionfo, qualche banco più indietro. Mi giro, anche quando so che non dovrei farlo… ma a quanto pare non ho grande considerazione nemmeno per il fegato. Andrea "naturalmente" è andato bene. La professoressa lo sta lodando, proprio quando mi giro, declamando a tutti "i risultati che si ottengono con uno studio continuo". Eh già. Devo anhe io cominciare a studiare la marca di telefonino migliore per ottenere la versione nel modo più veloce e discreto possibile. E vorrei davvero essere solo invidioso e spargere calunnie. Lui se ne è vantato, il giorno dopo il compito. Ed ora.. eccolo lì. Trionfante, lui e i suoi patetici lecchini che lo seguono. Che naturalmente sono andati bene quasi quanto lui. Perchè il ragazzo è tutto tranne che stupido: naturalmente ha detto agli "altri" di fare qualche errore in più di lui.
Faccio un profondo respiro e la smetto di guardarlo. Dopo tutto.. anche lui deve fare un’interrogazione orale, e lì non c’è aiuto. Dovrà studiare. Certo, partire da 8 è più facile….
A fine lezione sgattaiolo via il più in fretta possibile. Non sia mai che Giulia mi trovi. E poi.. tanto se mento mi sgama sempre, accidenti!
A casa, la resa dei conti. Mia madre mi chiede come è andata, e io che sono così stupido che le racconto la verità. So già come va a finire. Ed infatti… parte la sequela di lamentele, di incazzature, di insulti sfiorati ma ben comprensibili. E ricomincia a parlare dei tanti soldi spesi, del tempo che impiego a migliorare e del fatto che in pratica rimango "un grandissimo cretino inutile". Mia madre è fatta così… quando è nervosa, tira fuori il peggio di sè. E tutti i miei peccati, perchè lei NON DIMENTICA MAI. Mio padre è troppo stanco, e decide di non intromettersi. E così.. rimango solo.
Mi concedo qualche lacrima, con la faccia schiacciata sul cuscino. Neanche la mia "voce" ha qualcosa da dire. Non infierisce, per stasera.

Tartaruga Mannara (Giorno 1)

 
Lunedì
 
MI sveglio, stanco. Mia madre mi prepara del caffè e mi domanda all’istante se porteranno oggi i risultati del compito di latino. Le rispondo di no e che probabilmente la professoressa li porterà domani, sbadigliando mentre ancora cerco di capire quale è la prossima mossa più saggia tra andare in bagno e rimanere qualche altro secondo sotto le coperte. Ci pensa mia madre, come sempre: mi apostrofa pesantemente e mi "ordina" di alzarmi altrimenti farò tardi. Non ho la minima voglia di andare a scuola… ma per amor di quiete e per non litigare ancora una volta con mia madre mi faccio forza e mi preparo.
Una giornata relativamente tranquilla. E monotona, oserei dire. Lezioni che si ripetono con la solita barbosità (chissà quando è stato che ho perso tanto entusiasmo?), le solite prese in giro e i soliti scherzi di cattivo gusto di Andrea (il più figo della classe. Avete presente? Bello, alto, quel sorrisetto che fa impazzire le donne, quei modi di fare da "bello, stronzo e dannato" e capace di farsi seguire da altri più stupidi di lui) ai quali io ormai ci ho fatto il callo. Prima o poi si stancano…
Durante la pausa-ricreazione, rivedo Giulia. E’ il momento migliore della giornata. La conosco da quando eravamo alle elementari e siamo ottimi amici. Di quelli che si raccontano tutto. Ho imparato a conoscerla tanto bene che ormai sono anche quello che non dice, e lei stessa una volta mi disse che sapeva benissimo quando io dicevo bugie, aggiungendo "… non sei proprio capace di mentire, rassegnati". Ultimamente le sta andando tutto piuttosto male: la nonna è malata e in ospedale e le i stessa è tanto preoccupata. Me ne accorgerei anche se non lo dicesse: lei che di solito è una delle persone più positive che conosca, ride sempre di meno e sempre peggio. E poi… si aggiunge la parte che non vorrei mai sentire. Mi dice anche che ha problemi con il ragazzo, che ultimamente litigano spesso. Quando penso a questa parte, mi sento sempre come il protagonista di uno dei più banali film di serie B: naturalmente io invidio quasi alla follia il ragazzo in questione, perchè vorrei essere al posto suo. Ma… e questa è la parte da film scadente… non mi sono mai dichiarato ed il mio rimane un amore nascosto. Perchè sinceramente non penso di essere la persona adatta a farla felice, visto come sta andando la mia vita. E ho sentito anche voci sulla "fedeltà" del ragazzo in questione, e non sono belle voci. Ma… sono solo voci. Non le ho confermate con i miei occhi. Perchè rischiare di mentirle e farla stare peggio? Ripiego cercando di rassicurarla, dicendo che è solo un periodo negativo e che tutto si sistemerà, e che se avesse bisogno del mio aiuto non ha che da chiedere. Lei mi regala un bellissimo sorriso, prima di salutarmi.
Non penso ad altro per il resto della giornata. Sono abbastanza abbacchiato per lei che quasi non mi fanno effetto le lamentele di mia madre per delle mancanze che ho avuto. Quali siano… non lo so, non mi importa. In un modo o nell’altro sbaglio sempre qualcosa. Mio padre cerca di calmarla, ma ci riesce a stento. E poi, dalla mia camera, li sento discutere.
Prima di dormire, sento "la voce". E’ strano, è da un pò di tempo che ho l’impressione di sentire delle voci nella mia testa, ma di solito sono più che altro sussurri. Una volta, da uno psicologo, mi venne detto che sono una persona "Fortemente repressa e con potenziali tendenze masochistiche" e in quel caso non mi ha quasi fatto effetto, visto che mi sembravano cose già ben chiare. Ma stavolta, la "voce" la sento chiaramente. Forte, decisa, e anche piuttosto scocciata:
"Cazzo! Quando la smetterai di essere un fallito?"   
… "Bella domanda" mi autorispondo prima di dormire.

Shutter Island

ATTENZIONE! Quello che sto per scrivere potrebbe svelare parte della trama del film! Se volete andarvelo a vedere NON LEGGETE IL SEGUITO!
 
Siamo nel 1954, e gli agenti federale Teddy Daniels e il suo collega Chuck vengono mandati a Shutter Island, dove è presente un ospedale psichiatrico piuttosto famigerato, avvolto da un’isolita segretezza dovuta ad esperimenti psichiatrici segreti. I 2 agenti federali sono stati mandati ufficialmente per indagare sulla scomparsa della paziente Rachel Solando. L’agente Daniels però ha un motivo in più: è anche alla ricerca di Andrew Laeddis, piromane che ha ucciso la moglie dell’agente facendola bruciare viva all’interno della casa e che secondo sue notizie adesso si trova proprio su quest’isola. Magari.. nel fantomatico settore C, quello dei pazienti più pericolosi…
 
Nonostante abbia tutti gli ingredienti per farsi apprezzare (una storia avvincente, ottime location, diversi colpi di scena e personaggi all’altezza) il film è… "strano": nel senso, nonostante tutti gli ingredienti citati prima, la storia non sembra decollare. Forse è una sorta di lentezza (essendo una storia anche molto introspettiva, da parte del protagonista) che quasi stanca. Ma è un buon film, e sapete perchè? Se resistete fino agli ultimi 15 minuti, diventerà quasi incredibile e vi renderete conto di molte cose successe prima e che solo in quel momento hanno una spiegazione logica. E un finale che lascia aperti a diverse interpretazioni. Lo rivaluterete moltissimo. Ma il problema è questo: io l’ho visto al cinema, e sono stato "costretto" a vederlo tutto dall’inizio alla fine. Una persona che si comprerà il dvd, e non saprà di questi "ultimi minuti di fuoco" potrebbe interrompere la visione prima. ^^” Ultima menzione per Di Caprio: mi è piaciuto devo ammetterlo. Anche se.. forse per il suo ruolo avrei scelto qualcuno con una faccia più "vissuta".
 
Il mio voto è 7+.
 
Alla prossima!

… e dietro una grande donna… ??

 
Quando la mente vaga per cavoli suoi, raggiungo pensieri vagamente profondi ma fuori contesto. ^^”
 
Oggi all’università ho distrattamente sentito da qualcuno il detto "Dietro ad un grande uomo c’è sempre una grande donna". Non ci ho pensato per un’oretta buona.
 
Poi mi ha "colpito" come un boomerang, all’improvviso, mentre stavo pensando che una certa materia è più ostica del solito… e sono arrivato a queste conclusioni.
 
Mi sa molto di "contentino". Nel senso, quello che all’apparenza sembra una frase molto gentile nei confronti dell’universo femminile, mi è parso qualcosa di estremamente riduttivo. Perchè poi, pensandoci… se dietro ad un grande uomo c’è sempre una grande donna, dietro ad una grande donna cosa c’è? SEmbra una presa in giro, ma… c’è il vuoto?
 
La frase non avrebbe più senso (e più giustizia) se fosse cambiata in "ACCANTO ad un grande uomo, c’è sempre una grande donna"? ^_^
 
… forse perchè da qualche parte, ho letto questo che in realtà secondo la Bibbia Eva non sarebbe nata da una costola di Adamo, ma dal suo fianco:
"se Dio avesse voluto che la donna fosse schiava dell’uomo l’avrebbe creata dai suoi piedi; se l’avesse voluta dominatrice l’avrebbe creata dalla testa di Adamo; creandola dal suo fianco – parte del corpo indispensabile per vivere, a differenza di una costola – l’ha destinata a essere la sua compagna, in tutto e per tutto alla pari" (e lo dicono degli studiosi rabbini)
 
Alla prossima ^_^