Mr. Hyde

 
Sono imbevuto di tristezza mischiata a malinconia. Ma stavolta non mi fa male. Stavolta è come una mamma che mi culla, che mi sussurra parole dolci all’orecchio, quasi mi tranquillizza. E tra le sue braccia, io torno bambino. Il mondo torna ad essere piccolo, le paure scompaiono, i problemi sono sempre piccoli e risolvibili. Non esistono cattiverie, non esistono sofforenze. Non esiste amore ed amicizia. Le mie passioni sono semplici e vagano scatenate e libere. Nessun ostacolo, nessuna remora a rallentarmi. Sono io. Solo io.
 
Non esistono altri mondi, c’è solo il mio. E lo voglio chiudere agli altri, perchè solo così posso finalmente respirare a pieni polmoni la serenità. Non usciranno più le mie sofferenze, dovranno rimanere con me e nel caso morire con me. Nessun intervento esterno, nessuna occasione per sentirmi inferiore e ancora più depresso.
 
Non voglio più essere gentile, sempre e comunque. Adesso sono il più stronzo sulla faccia della Terra, adesso posso dire in faccia ogni cattiveria che mi sembra giusto dire. E non mi importa di non capire nulla. Se l’istinto è ciò che realmente siamo e la ragione è ciò che vorremmo essere… sono felicemente sbagliato. Ma è davvero un male esplodere ed devastare qualcuno? E non importa se quel qualcuno ha la bellezza di un quadro di Raffaello e la potenza di un dipinto di Turner. Potrei scoprire che l’attimo di godimento quando lo scempio è compiuto varrà anni di autorepressione.
 
E finalmente mi sentirei solo per un reale motivo. Finalmente potrei urlare al mondo "Vai al diavolo, non mi hai mai capito. Nessuno lo ha mai fatto. E maledico chiunque sa chi sono e non fa nulla. Chiunque rimanga in attesa di non so cosa, di non so che gesto da parte mia. Sono difettoso! E ne vado fiero, perchè io sono pienamente consapevole di esserlo. Mentre voi… mentite, continuate a mentire a voi stessi. Non avrete più la soddisfazione di aver parlato con me, se soddisfazione c’è stata e non è stata un’altra patetica bugia."
 
E alla fine odiarmi pienamente, senza potermi più appigliare a nulla. E cadere, mentre la tristezza accompagna la mia caduta con parole di cui non so il significato, ma che mi scaldano l’anima e mi fanno dimenticare dove sto andando.
 
Alla prossima.
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