Distorto e confuso

 
Ieri sera i miei pensieri erano in subbuglio. Una mandria impazzita, terrorizzata da chissà cosa e e senza una meta precisa. I pensieri positivi hanno incontrato quelli negativi e si sono mischiati, sono stati contaminati, si sono colorati di un nero brillante ed hanno cercato di fuggire dalla mia bocca. Ad ondate, quasi con ritmo e senza fermarsi per permettermi di prendere fiato.
 
Ogni frase che mi veniva detta o scritta, ogni occhiata che mi veniva rivolta, ogni sbuffo, ogni sospiro che riguardava me… era tutto un nascere di pensieri violenti, contorti, rozzi, quasi criminali. Ogni volta un tentativo di rivoluzione placata a stento. Ogni parola acquisiva il senso sbagliato (almeno spero che lo fosse), ogni frase era un’accusa muta al mio modo di essere, o una bugia per salvarsi le chiappe dalla mia presenza. Stare zitto ieri è stata la cosa più difficile.
 
Sono fuggito. Che altro potevo fare? Ho approfittato della pausa che si è presa la pioggia per prendere la macchina, trovare un posto esente da ricordi positivi e negativi e fare 2 passi. Trovare il posto è stato difficilissimo. Alcuni, per quanto li adorassi, non potevano essere visitati perchè mi procuravano un dolore fitto e assurdo. Come se le gioie fossero andate via, e fosse rimasta solo l’ombra dei rimpianti. Ho camminato fino a che i miei piedi hanno dato l’ok, quindi sono tornato a casa.
 
Ieri sera è andata bene.
 
…. e quanto pensi di poter resistere ancora?
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