Morte di un sognatore pazzo

 
Questo sogno lo segno, perchè è venuto dopo una settimana un pò … strana. Anche se forse ha dilettato la mia notte solo perchè la sera prima ho mangiato una lasagna con i carciofi. Ottima.. deliziosa… ma mangiare alle 11 di sera non  è un bene. Considerando che è pesante e non poco ^^”
 
Nel sogno… ero pazzo.  Ed ero rinchiuso in una strana struttura, tipo le carceri dei paesi asiatici. Una stanza piuttosto piccola, i muri rovinatissimi e cadenti, un pavimento inesistente (sentivo la terra sotto i piedi, e vedevo un sacco di insetti) e la porta di ingresso della stanza sbarrata e blindatissima. In compenso, avevo una finestra aperta dalla parte opposta alla porta. Piccolissima, non potevo sicuramente fuggire con questa, ma da fuori vedevo tutto.
 
Cosa vedevo? Vi dirò la prima parola che mi è venuta in mente. Vedevo la Vita. Vedevo un sacco di cose, che di volta in volta cambiavano il paesaggio esterno. Una volta vedevo una strada soleggiata e dei bambini vestiti con magliette di squadre di calcio che ridendo e scherzando stavano giocando a pallone. Poi la volta dopo era un posto diverso, era una città metropolitana, una strada affollata di macchine e di rumore, dove tutti si arrabbiavano e la pioggia scendeva battente… e una coppia di persone che camminava sotto un ombrello lentamente, lui che reggeva l’ombrello e con la mano libera abbracciava una lei che si accoccolava a lui. Poi, un’altro paesaggio, una montagna innevata e una casa distrutta da non so cosa. Un uomo che è visibilmente distrutto (forse la casa è sua) e dopo poco arrivano altre persone, sorridenti nonostante il freddo, che gli si avvicinano e lo consolano, e poi cominciano a ricostruire la casa, tutti insieme.
 
Nel sogno, io pazzo ero estasiato da quello che vedevo. Ero praticamente sempre attaccato alla finestrella, e nemmeno mangiavo più. Diventavo magrissimo, perchè la Vita non mi permetteva di pensare ad altro. Per questo, forse… un giorno mi sveglio e vedo che la finestrella è stata chiusa. La stanza è buia, illuminata solamente da una candela. Io in tutto il sogno non parlo mai.. ed in quel momento, quasi rendendomi conto della situazione, comincio ad urlare. Urlo come se mi stessero bruciando vivo, come se avessi un male terrificante che mi distrugge le viscere. Rotolo a terra, batto i pugni sui muri, gli insetti per terra mi ricoprono… se non ricordo male, li mangio addirittura. Comincio a tremare, comincio ad avere paura.. ho il terrore. Sembra quasi che.. stia per morire.
 
Ad un certo punto, dopo non so quanti giorni, smetto di urlare. Anche perchè so di aver perso completamemte la voce. Forse per sempre (nel sogno ho l’impressione che sia così).  Rimango seduto, sotto la finestrella chiusa. Gli occhi sbarrati a fissare il vuoto, immobile, apatico. Vuoto. Per chissà quanti altri giorni. Ormai ho l’aspetto di uno spaventapasseri. Sono così magro e tutt’ossa che faccio paura. Anche a me stesso.
 
Passano altri giorni. Non mangio nulla. Il cibo che hanno portato ogni giorno giace davanti a me, ricoperto dagli insetti ed ha un odore nauseabondo. D’improvviso, mi risveglio dalla mia apatia. Come se mi fossi acceso di nuovo. Ho qualcosa nella mente, un’idea, delle parole. Devo scriverle. Mi alzo in piedi, mi guardo attorno. La candela è ancora accesa, non vedo benissimo ma il giusto. La finestrella è sempre chiusa. All’inizio, comincia a scrivere parole per terra… ma mi interrompo subito. Non mi piace. Prendo un insetto, lo schiaccio e con i suoi residui riprendo a scrivere, sempre per terra. Ma mi fermo anche stavolta. Mi avvicino al muro vicino alla porta d’ingresso della stanza, e comincio a scrivere sul muro usando le mie unghie per scheggiare il muro. Ma nemmeno adesso va bene. Mi volto di nuovo verso la finestrella… e capisco che devo scrivere sul muro sotto di essa. Ma come?
 
… ho un’illuminazione. I miei occhi si spalancano e si riempiono di una luce selvaggia e fin troppo soddisfatta. Prendo una forchetta ormai arrugginita dai residui dei pasti che non ho mai mangiato e mi avvicino al muro in questione. Faccio un profondo respiro, chiudo gli occhi… e con la forchetta mi pugnalo al petto. Una, due, tre… cento volte. Penetro in profondità, dentro il mio corpo. Con violenza, velocità, accanimento. Anche se fa un male indicibile. Schizzo sangue ovunque. Quando ormai ho un buco all’altezza del cuore, getto la forchetta e metto le dita nel buco. Le bagno con il sangue.. e comincio a scrivere sul muro.
 
Scrivo una lunga poesia, e ad ogni riga le mie forze se ne vanno ma la mia felicità aumenta. Scritta l’ultima riga, io ormai mi reggo in piedi solo con la forza di volontà. Sono pallido, dissanguato ormai del tutto. Ho il tempo di rileggere la poesia. E la trovo… perfetta. Come se fosse la cosa che avrei voluto scrivere da tutta la Vita. Quando capisco di aver raggiunto il mio scopo… muoio. In piedi. Una statua senza vita e senz’anima. Eppure, gli insetti non mi assalgono. Si dispongono in cerchio attorno a me, ma non mi vanno addosso. Qualcosa glielo impedisce. Non so cosa.
 
… mi sveglio, ed immediatamente cerco di riscrivere la poesia. Ma il caso vuole che appena prendo una matita e trovo un fogliaccio bianco… non la ricordo più. Ricordo solo una riga che parla delle "uova necessarie perchè esistano gli uccelli", e niente più. Accidenti. Ho l’impressione di aver dimenticato qualcosa di… miracoloso.
 
Alla prossima.
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...