The invisible side of me

Devo ammetterlo. Riesco a scoprire un briciolo di me stesso in più solo quando faccio discorsi seri con qualcuno. E la cosa mi fa male e piacere contemporaneamente.
 
Perchè piacere? Perchè mi rendo conto in questo modo che, pur cercando la solitudine e l’abbandono di tutti (nei casi più gravi… ed il periodo è quello attuale) io non posso fare a meno degli altri. DEi miei amici, soprattutto. E’ strano quanto poco mi conoscano i miei genitori, alla fine. E mia madre me lo rinfaccia in continuazione (ha ragione come molte altre cose, mi duole ammetterlo). Se non parli, se non esponi i tuoi pensieri, quanto aiuto e comprensione… o anche solo ascolto… riceverai dagli altri? Ma se quando espongo una piccola preoccupazione… una cavolata, in fondo… mi si rinfaccia ogni mio errore, cosa dovrei fare? Assorbire ogni frecciata al cuore che mi arriva? Lo farei, se non arrivasse ogni giorno. E la cosa mi fa male sia perchè so di essere in torto marcio almeno per le prossime 2 vite ("… non ti perdonerò mai" sono parole che ancora mi risuonano in testa e nel petto. Quasi avessi ucciso qualcuno. Forse l’ho fatto, anche se non in modo materiale. E ciò è straziante, anche se non sembra che lo capiscano) e sia perchè… io non riesco ad essere arrabbiato con qualcuno. Non è nel mio carattere. Quando le cose vanno male, quando sono triste ed arrabbiato… sono automaticamente portato a sgonfiare la cosa. Forse perchè sono una pentola a pressione e DEVO sfiatare la valvola. E i miei genitori lo vedono come un "dimenticare perchè sono in torto". Non si va avanti… non si torna indietro… è sempre e solo un’attesa fino al prossimo momento di nervosismo da parte di mia madre. E ricomincerà tutto d’accapo. E mi risentirò male. Almeno, parlando con qualcuno che non è della mia famiglia (o che alla mia famiglia è collegato) posso permettermi la libertà di essere quello che in realtà sono: non un fallito, ma uno che gli è paurosamente vicino.
 
Perchè male? E’ legato all’inconscio motivo per il quale io sono sempre inizialmente restio per esempio a conoscere dal vivo persone di messenger, anche se abitano vicino. Perchè quell’amato/odiato programma di chat è il perfetto schermo per me. Chiariamoci: io quando parlo con qualcuno non fingo MAI di essere una persona diversa da quella che sono in realtà. Quando ho cominciato ad usare messenger, mi sono imposto di scrivere come stessi parlando dal vivo. E non mi sarebbe importato se fossi stato eventualmente il solo a farlo…. alla fine, quando parli con qualcuno per un pò di tempo, le eventuali finzioni cadono sempre. E si riesce sempre a capire la parte più vera di una persona, anche da un certo uso delle parole. Sono una persona attenta a queste cose, e raramente non colgo i segnali. Ma mi rendo conto anche che lo schermo di un computer mi aiuta a proteggermi. Tira fuori i lati non nocivi di me. Quando esco con il gruppo dei miei amici, alla fine mi diverto e mi rilasso, ma è come se non "uscissi" del tutto io. Spiegare il concetto non credo mi sarà facile, ma ci proverò spiegandovi cosa succede quando faccio 4 chiacchiere per un pò di tempo con una sola persona faccia a faccia. E se la persona ha superato la mia involontaria ma attenta selezione. (Non tutti possono essere miei amici/ non potrò mai essere amico di tutti) Emerge il "dark side of me". Emergono i miei nervosismi, le mie paure, le mie incertezze. Ed emergono anche se parlo poco o magari non dico chissà che cosa. Faccio un esempio: 2 giorni fa dopo una lunga passeggiata con un’amica mi sono reso conto di aver perso il telefonino. E la prima cosa che ho pensato è stata: "NO, non di nuovo. Non ancora. Non adesso. Non voglio lamentele a casa." seguito da un paio di probabili imprecazioni mentali. Quando poi la mia compagna di serata se ne è resa conto ed ha gentilmente proposto di fare un giro per vedere se lo si trovava…. ero ancora più nero perchè il pensiero è diventato "Fa freddo, maledizione. E lei stava congelando fino a poco fa. Ritornare fuori e rischiare che gli venga un malanno? Complimenti Giovanni, sei un perfetto idiota" seguito dalla fronte che si poggiava sul volante. In fondo, era solo un telefonino. Perchè prendersela tanto? (per la cronaca, il telefonino è stato ritrovato ^^”) Eppure… quel cretino che si è innervosito per una sciocchezza sono sempre io. E sinceramente non so se posso negare con certezza che quello sia il mio vero io. Abbiamo tutti un lato oscuro, ed in fondo è una parte che ci caratterizza. Allora perchè mi preoccupa tanto la cosa? E’ presto detto: perchè non so esprimermi/ esprimere quello che provo. Perchè solo scrivendo posso dire ad una persona che mi piace moltissimo e di essere felice in sua compagnia, ad un’altra che non la capisco più, ad un’altra ancora che mi fa male e nemmeno se ne rende conto. Solo scrivendo i miei pensieri più puri e sinceri escono fuori. Quando sono dal vivo, certe cose non escono. Spero sempre che il mio modo di fare sia abbastanza per far capire a chi ho vicino quello che penso… ma non è mai così. Ho passato troppo tempo chiuso in me stesso, ad essere "re del mio guscio". Quando sono uscito, ho compiuto azioni che non avrei mai fatto prima. Purtroppo, certe azioni in una persona "normale" sono molto poco. Quindi, non vengono capite. E non mi sento nemmeno in vena di incolpare gli altri, perchè in questo caso "l’anormale" sono io, me ne rendo conto. Ma il fatto che non riesco ad esprimere quello che provo è la cosa che mi fa stare sempre più male. Se i miei amici arrivassero a vedere il lato "brutto" di me per troppo tempo… potrebbero allontanarsi. E se si allontanano… sarò solo.
 
Ho sempre scritto che mi abituerò a stare solo, visto che è uno stato d’animo che ho da tempo. Ma a chi voglio prendere in giro?
 
Quando mi renderò pienamente conto di essere solo, quando mi renderò conto che con il mio modo di essere nessuno proverà qualcosa per me….
 
…. io cesserò di esistere. Questo è il destino ultimo dell’uomo invisibile.
 
"You say the hill’s too steep to climb, climbing | You say you’d like to see me try, climbing | You pick the place and I’ll choose the time | And I’ll climb the hill in my own way | Just wait a while for the right day | And as I rise above the tree-line and the clouds | I look down hearing the sound | Of the things you’ve said today." (Fearless – Pink Floyd)
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