11 gennaio 9:30 – ultimo avamposto

La prima decisione che ho preso, prima di cominciare l’impresa ed avventurarmi nella giungla, è scrivere questo diario. Penso sia necessario, prima di cominciare. Perchè ho deciso di fare questo viaggio… è una storia lunga, troppo lunga. Eppure, sorprendentemente facile da spiegare… e da capire male.
 
Ad un certo punto, non ho cominciato a capire più niente. Ok, forse esagero… d’altronde, sono una persona intelligente. *faccetta sorridente* Diciamo che ho cominciato a non capire più le persone. E non persone qualunque… non mi importa molto del mondo. Tutte i miei colleghi di vita, i miei amici e amiche… sono diventatti pieni di segreti incoffessabili. E a quanto pare… devo essere diventato curioso, ed insistente. Ho cercato di capire. Ma non ho avuto risultati. L’unica cosa che accumuna tutti… è l’essere passati attraverso questa misteriosissima giungla. Che non ha nemmeno un nome. O meglio, ne ha troppi quindi nessuno. La chiamerò Giungla Nera, come il titolo di uno dei libri di avventura che leggevo da piccolo. Anche quel libro, parlava di misteri.
 
Eccomi. Un fiume passa attraverso quell’ammasso di alberi, liane e foglie. La mia barca è pronta, e ho con me tutta l’imbarcazione. Provviste per 3 settimane, qualche medicina, qualche sonnifero, una pistola da 6 colpi e un fucile da 4 colpi (ognuna con relativa scatola di munizioni), una borraccia d’acqua fresca e un kit degno del miglior boy scout. Insomma, parto e credo di essere pronto a tutto.
 
Ma sinceramente non so cosa è il "tutto". Ognuna delle persone che ha fatto l’attraversamento, mi ha detto tra i denti cose diverse, a volte inverosimili. Ma tutti hanno concordato su una cosa, che solo adesso comincia a preoccuparmi: passare dentro quella giungla è facilissimo. Tutti mi hanno detto di non aver avuto alcun impedimento o ostacolo. Mi hanno anche deto di non andare… che non ne vale la pena, che rovina la vita. Ma devo sapere cosa è successo. Loro non me lo diranno, si sono chiusi in un silenzio che mi fa solo male. Quindi… adesso saprò. E visto che non mi parlano, nessuno di loro si preoccuperà. Se torno senza problemi.. saprò di nuovo come affrontarli. Ma tornerò, non vedo alcun problema al riguardo. Solo.. non so dopo quanto tempo. E’ per questo che porto con me anche una radio… anche se cercherò di non usarla per primo.  Cercherò di scrivere altro nei prossimi giorni. SEmpre che il viaggio sia interessante.
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