Il nomade e ciò che ascolta in questi tempi

E’ da un pò di tempo che il nomade non dà notizie di sè. Non che lui voglia che si sappia cosa sta facendo, ma sta ancora seguendo la sua stessa strada, quella stretta e piena di sassi appuntiti. Non si lamenta adesso come non si lamentava prima. Continua ad essere piuttosto disilluso sul suo futuro, e su dove porterà la sua strada. Si è perso, ma comincia a non importargliene più. Quando ciò succederà, probabilmente non farà un soldo di danno a nessuno e forse concluderà la sua non vita.
 
E’ comunque un brutto periodo per lui. Tempo fa ha avuto modo di avere a che fare di nuovo con colei che l’ha generato… colei che non manca occasione di tormentarlo per ogni errore che fa e che non vorrebbe fare. Il nomade è in fondo una persona giudiziosa, semplice, rispettosa di tutti coloro che, in un modo o nell’altro, fanno parte della sua vita. Ma quell’ultima volta qualcosa è scattato in lui. Il suo animo placido e tranquillo si è infranto di fronte all’ottusità di colei che lo ha portato al mondo. Per la prima volta dopo tanto, troppo tempo… ha capito che le sue parole dette per farle capire il suo punto di vista, per darle una seppur minima spiegazione non hanno mai avuto successo. La donna in questione non le ha mai ascoltate. Ha sempre pensato a sfogare la sua frustazione su suo figlio. Di fronte a questa scioccante verità… di fronte alla sensazione di impotenza… il nomade ha perso tutto il suo riserbo e la sua diplomazia. Ha reagito nell’unico modo possibile per essere ascoltato: abbassando al livello della sua interlocutrice, se non ancora più in basso. E così ha distrutto tutto il rispetto che aveva per lei, parole pesanti e rabbiose sono uscite dalla sua bocca e ha interrotto ogni contatto con lei. D’altronde, pensava, sono solo e lo sono sempre stato. E già la mia vita è piuttosto triste. Non posso sopportare più qualcuno che è capace solo di farmi sentire come l’ultimo verme della terra. Forse non mi è concesso il volo, ma non permetterò mai a nessuno di farmi strisciare a terra.
Ora la situazione si è calmata. La donna ha capito di aver esagerato, e il nomade non se la sente di perdere uno dei pochi agganci alla realtà che gli sono rimasti. D’altronde, lei è fatta così. Lui non sopporterà mai il suo modo di fare, ma ha avuto conferme sul fatto che lei cercherà di regolarsi da quel momento in poi. IL nomade non ci crede… nel profondo ha la sensazione che sarà solo l’ennesima tregua nella sua guerra quotidiana con lei. Ma porta con se un pur minimo risultato. A volte, anche le piccole possono sollevarti il morale.
 
In tempi più recenti, altre persone si sono avvicinate alla sua strada. Il nomade ancora si sorprende del fatto che siano state delle viaggiatrici ad avvicinarsi a lui. Forse, osservando il suo aspetto segnato dagli avvenimenti personali, hanno pensato che fosse una persona adatta ad ascoltare le loro parole. Ed il nomade ultimamente si sente abbastanza solo, e non rifiuta un pò di compagnia. Ed anche se l’argomento comune delle 3 viaggiatrici forse non viene considerato da lui come uno dei suoi campi… i sentimenti, per intenderci… il nomade ascolta. Cerca di capire. E se gli viene chiesto, cerca anche di esternare il suo punto di vista.
 
La prima è un’artista. I versi accompagnano i suoi passi, e una matita è sempre nella sua mano pronta a vergare su un foglio la traccia lasciategli dall’ispirazione. Il nomade le invidia il dono: esprimere i sentimenti su un foglio è sempre meglio di non saperli esprimere per niente, e lasciarli morire giorno dopo giorno dentro di sè. L’amore del’artista è lontano da lei. Non lo sarà per sempre, ma lei ha paura. Paura che i sentimenti che si sono scambiati possano evolvere in peggio a causa della distanza, che tutto non possa più essere come all’inizio. Lei si sente soffocare ogni giorno… la paura dell’ignoto la paralizza. Il nomade riflette alla parole che sente, e solo una cosa riesce a dirle: avere fede. Nessuno potrà davvero aiutarla a non pensare ad una cosa tanto importante, quindi potrà salvarsi solo lei. E solo se lei avrà fede in se stessa, nel suo amato e in entrambi come coppia, riuscirà a passare questo inverno dei sentimenti. I semi in inverno non muoiono, riposano mentre aspettano l’arrivo di una nuova primavera per tornare alla luce e crescere. SA che le sue parole non sono di grande consolazione, ma è il massimo che può fare. D’altronde, è un argomento in cui si sente davvero poco ferrato.
 
La seconda è un’estroversa. Prende la vita come viene, e ha sempre un sorriso sul suo volto che illumina la giornata delle altre persone che incontra. Il nomade invidia anche il suo dono: è da un bel pò di tempo che non sorride più, e probabilmente non si ricorda nemmeno come si fa. Se potesse affrontare ogni giornata con un sorriso, tutto sarebbe molto più facile. L’estroversa ha scoperto che i sentimenti che lei prova per il suo lui non sono ricambiati. Nemmeno con un intensità vagamente simile. Anche lui a brreve andrà via per qualche tempo, e lei ha paura. Paura che il suo amore si distrugga del tutto, paura che lui la dimentichi. Il nomade ascolta attentamente, e non può fare a meno di dirle queste parole: un amore a senso unico è un’amore senza futuro già in partenza. Forse lui, durante la lontananza, capirà meglio i suoi sentimenti e quando tornerà tutto si concluderà con un lieto fine degno di una favola. Il nomade glielo augura di tutto cuore. Ma le dice anche che potrebbe accadere anche l’ipotesi peggiore. E di prepararsi. Le ultime parole del nomade sono però di tono diverso: le dice che il tempo passato ad amare non è mai tempo perso. Un amore può finire, ma il calore del suo ricordo può aiutare ad andare avanti, in un mondo che può essere spietato. Sa che le sue parole non sono di grande consolazione, ma è il massimo che può fare. D’altronde, è un’argomento in cui si sente davvero poco ferrato.
 
La terza… la terza viaggiatrice è una conoscenza di lunga data del nomade. Il nomade non è mai riuscito a darle un nomignolo come le altre due. O meglio, forse in passato glielo aveva dato, ma adesso è scomparso con il passare del tempo. Il tempo passato gli ha dato modo di conoscerla un pò meglio rispetto alle altre due… e forse ad essere leggermente più coinvolto da quello che snete rispetto alle prime due. Anche qui l’amore gioca un ruolo fondamentale… e naturalmente anche in questo caso il nomade sa che potrà ben poco. Lei ha capito di non poter più stare vicino al suo amore. Per diversi motivi, in parte legati al passato dei due, lei sa che non deve più vederlo. Ma i suoi sentimenti per lui entrano terribilmente in contrasto tra loro. Perchè, sebbene ragionando non dovrebbe più vederlo, il suo istinto le dice che non può fare a meno di lui. NOn ancora, almeno. Ogni loro incontro è un’accendersi di questi sentimenti contrapposti, e lei non riesce a darsi pace. Attrazione e repulsione. Ha paura che gli "altri" abbiano ragione nel giudicarla male per questo motivo. E comincia davvero a giudicare male se stessa. Il nomade rimane in silenzio, assorbendo tutto ciò che gli viene detto. L’unica cosa che gli viene in mente è una frase letta da un libro, che paragonava un amore simile ad un assetato perso nel deserto, che trova un pozzo pieno d’acqua. SA che l’acqua è avvelenata, ma non può fare a meno di berla. E per lei… il nomade non trova parole. E’ la situazione forse più ingarbugliata delle tre, e non essendo ferrato nella materia non può improvvisare ragionamenti. Può solo donarle uno dei suoi ultimi sorrisi rimasti. SA che non basterà, ma a volte sapere che ci sono anche altre persone diverse dagli "altri" che non passano il tempo a giudicare può essere positivo, almeno un poco. Anche lei dovrà risolvere da sola il suo problema. IL nomade non può che augurarle buona fortuna.
 
Le tre viaggiatrici si allontano. Le loro strade divergono dalla sua fino a perdersi (almeno per il momento) nell’orizzonte. Il nomade è di nuovo solo. Fa caldo, i suoi passi sono sempre più trascinati. Ultimamente troppa tristezza lo avvolge, in un modo o nell’altro. Neanche guardare le vite degli altri gli dà più soddisfazione. Non trova motivo di felicità nemmeno nelle vicende altrui, visto che di gioia ne vede ben poca. Ma lui continua a camminare… in un futuro chissà, tutto si risolverà in qualche modo.   
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