L’educazione dei gatti

Allora, vi ho mai detto che ADORO i gatti? ^^ Bene, se non lo sapevate (ma chi mi conosce lo sapeva da una vita… tendo a essere ripetitivo alle volte ^^”) adesso potete rendervi conto dell’amore incondizionato verso questi adorabili felini. Li adoro così tanto che anche quando gioco di ruolo i miei personaggi hanno con sè un gatto… che di solito non risponde agli ordini del padrone ma si limitano a seguirlo di sua spontanea volontà (Artes, sto parlando proprio di te!!  :"Miao!" )
 
Stamattina stavo aspettando che aprisse la biblioteca, quindi ero seduto su una panchina a leggere il giornale. La mia borsa era posata in orizzontale a fianco a me, sempre sulla panchina. Sinceramente non mi va molto di leggere, quindi mi guardo attorno sperando di trovare qualcosa di interessante. Il mio sguardo si posa su un gatto, piuttosto giovane, che a una decina di metri mi guarda immobile. Quando mi accorgo di lui (e sorrido) il gatto lentamente si avvicina a me, fermandosi a circa un metro dalle mie gambe. Passa qualche secondo senza che il felino faccia qualcosa, con io che sinceramente mi domandavo perchè si fosse fermato. Il gatto miagola, quasi mi domandasse qualcosa; io gli mormoro "Buongiorno!" e lui salta sopra la panchina e si sdraia sopra la mia borsa. E io? Osservo in silenzio il gatto che si accomoda sul letto che ha appena trovato e si sdraia su un fianco, alzando lo sguardo verso di me e miagolando debolmente. Io comincio ad accarezzarlo (d’altronde la "gattoterapia" mi ha salvato dai postumi di una sbronza una volta…) e lui comincia a chiudere gli occhi, non prima di aver preso tra le zampe la mia mano. A quel punto mi sono commosso, e come imbambolato dalla felicità sono rimasto in quella posizione per circa dieci minuti, mentre sentivo il suo respiro e addirittura, attraverso la mano che appoggiavo sul fianco del gatto, il battito del cuore. Non c’era bisogno di fare nulla, nè di dire una sola parola: avevo raggiunto una sorta di Nirvana. ^^
 
La cosa che mi lasciava stupefatto è che quel gatto, che non ho mai incontrato, si fidava di me. Ed ero così contento di tale inspiegabile fiducia che gli ho perdonato tutto… persino il fatto di aver fatto i suoi comodi e di essersi sdraiato sulla mia borsa (vuoi vedere che il miagolio prima di salire sulla panchina sia stato una sorta di "Posso salire?" ^^). Poi la biblioteca è aperta e io non sapevo come sottrarmi a questa specie di abbraccio… ma ci ha pensato lo stesso gatto, che ha miagolato di nuovo e se ne è andato.
 
"Dio ha creato il gatto per concedere all’uomo l’opportunità di accarezzare una tigre".  
:"MIAO!!" Si Artes, siete esseri magnifici… ma smettila di vantarti!!! ^^”
 
Alla prossima, zam!!
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2 pensieri su “L’educazione dei gatti

  1. Lisa

    *_* mi commuovo insieme a te!
    Che cosa dolcissima!!
    Quando si parla di gatti non resisto neanche io..soprattutto se Ares si mette in mezzo al discorso!
    I love Artes!*_*
    Miao miao…
    Spero che rivedrai quel gattino puccioso!!
    Zam zam!

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  2. Laura

    oddio.. vado a chiamare la neuroooooooo !!!!
    pulcioso ma bellissimo 🙂
    se vuoi ti porto a casa mia il mio gatto nero è il primo a venirti incontro per avere le coccole .. pensa la mattina mi accompagna per un bel pezzo di strada fino al capolinea dell ‘autobus ..
     

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